Una minaccia crescente 2
Pubblicato da Luciano Vecchi alle 01:18 in Ambiente, Guerre, Il nostro domani, armi atomiche
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Sin da quando il presidente Bush è entrato in carica, la sua amministrazione ha speso più di 60 miliardi di dollari su un programma con sistema di difesa antimissile, che ha ricevuto poca attenzione.
Gli intercettori attivi dei missili sono ubicati in silos sotterranei in Alaska e in California; le navi da guerra statunitensi sono equipaggaiate con missili intercettori e sono state dispiegate in varie aree di crisi intorno al globo; e si è speso più di un miliardo di dollari per fornire di alta tecnologia una stazione radar galleggiante, la quale provvede a lanciare l'allarme e il monitoraggio dei dati, immediatamente.
Attualmente il sistema, di cui ne beneficiano sia gli alleati europei che quelli asiatici, è impostato globalmente, ma i critici sostengono che parte di questo sistema non è operativo e che non funzionerà in caso di attacco reale.
Per i fautori della difesa missilistica statunitense, la minaccia negli Usa dalla diffusione dei missili balistici intorno al mondo, è imminente e tende ad aumentare. E' questo il motivo principale per cui, per superiori interessi interni, gli Stati Uniti si oppongono a qualsiasi restrizione di trattati internazionali dello sfruttamento dello spazio, e in un documento che si chiama "Libertà d'azione nello spazio degli Stati Uniti" si profilano guerre dei satelliti, delle comunicazioni, degli scudi spaziali, degli esperimenti fatti solo per distruggere testate balistiche nemiche... Da tempo sul web circola un video dell'agenzia di difesa missilistica del Pentagono che descrive una varietà di scenari che gli Stati Uniti potrebbero affrontare ora ed in futuro. Se riuscirò a scovarlo ve lo proporrò, promesso!
Intanto, la Corea del Nord, l'Iran e potenziali altri stati ostili agli Usa stanno sviluppando le potenzialità dei loro missili. La Corea del Nord ha già un'arma nucleare e secondo gli analisti del Missile Defense Agency potrebbe avere dei missili capaci di raggiungere gli Stati Uniti. Anche l'Iran presto potrebbe avere a sua disposizione l'arma nucleare; nel frattempo, appena qualche mese fa, ha pubblicamente testato diversi missili a breve e medio raggio.
Anche l'immancabile Cina si interessa alle guerre stellari: proprio in queste ore è stata lanciata la navicella Shenzhou VII, con a bordo tre astronauti che passeggeranno (per la prima volta per loro) nello spazio. E' anche accaduto che un satellite americano è stato accecato da un raggio laser cinese.
Per i fautori del sistema difensivo missilistico americano, se questi Stati o altri, sono in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti coi loro missili, gli Stati Uniti dovrebbero potere distruggere quei missilii prima che raggiungano il loro obiettivo. E' dal 2002 che l'amministrazione Bush ha dispiegato i missili intercettori: 4 alla base delle forze aeree di Vandenberg in California e più di una dozzina, sinora, a Fort Greely in Alaska, dove sono stati alloggiati in silos sepolti sotto campi coperti di neve, che si va sempre più sciogliendo.
L'agenzia di difesa missilistica del Pentagono elenca più di 20 nazioni con la capacità di avere missili ora, sostenendo che la proliferazione di questa tecnologia rende la difesa più che mai necessaria. "La proliferazione dei missili balistici non è una minaccia immaginaria", ha detto Condoleezza Rice, nel corso del suo viaggio a Praga, per firmare un accordo con la Repubblica ceca concernente l'espansione del sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti in Europa.
Resta il fatto che, spiega Joseph Cirincione , esperto di proliferazione di missili ed autore di Bomb Scare: The History and Future of Nuclear Weapons (la Storia e il futuro delle armi nucleari), se agli iraniani piace vantarsi del loro programma missilistico esagerando sulla reale portata della loro minaccia, molti negli Stati Uniti sono contenti, così possono giustificare i preventivi per il loro programma antimissile.
Per Cirincione, a differenza di quanto dice il Segretario di Stato Rice, la proliferazione di missili balistici non è una minaccia. "Se si va a vedere bene, se si contano i missili, oggi vi sono molti meno missili nel mondo di quanti ce n'erano vent'anni fa" dice nell'articolo dal quale riporto parte del post. Poi lo scenario non può reggere: s'immagini se i leader della Corea del Nord o dell'Iran sono così folli da lanciare uno o due missili sul territorio americano, sapendo a priori che subiranno una schiacciante rappresaglia americana.
Secondo Richard Garwin, uno dei principali consulenti di diverse amministrazioni su temi che coinvolgono le armi nucleari, la minaccia di un attacco con armi nucleari è possibile, ma non con missili balistici intercontinentali. Secondo lui "Uno stato che desidera trasportare le armi nucleari per danneggiare il territorio statunitense molto probabilmente utilizzerebbe missili a corto raggio o missili cruise lanciati da una nave per attaccare le città litoranee degli Stati Uniti con armi nucleari adatte allo scopo".
Concludiamo con le parole del generale Henry Obering, direttore del Missile Defense Agency, che vede nel sistema missilistico una polizza assicurativa. "Se siamo in grado di prevenire un attacco su una città americana - sia che si tratti di un altro paese, o di uno stato non attore, un'organizzazione terroristica che utilizza questi tipi di armi - noi vorremmo pagare di più questo programma per molte volte ancora..."
Tratto da un articolo di Mike Shuster su www.npr.org/
Immagine: www.fas.org
Pur se da molti il riscaldamento globale è stato definito come la peggiore minaccia che incombe sull'umanità, in verità, io temo di più le ambizioni distruttive umane e l'imprenscindibile target demografico a cui la specie umana dovrà attenersi. E' sotto gli occhi di tutti come le tensioni politiche e sociali nel mondo stanno crescendo e come, mano a mano, le risorse stanno diminuendo: pane, pasta, acqua, energia...







