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Ott 0810

Pelamis: la strada giusta

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 15:41 in Energia, Il nostro domani, Pianeta acqua, video


Visto che  l'uomo non ci pensa due volte ad entrare in guerra in nome del petrolio o del gas, ma anche del nucleare (in futuro anche dell'acqua), allora si può comprendere come mai  "l'architetto dello spazio" ci abbia fatto dono dei 4 elementi: Terra, Aria, Acqua e Fuoco, di cui possiamo disporne in abbondanza  traendone l'energia che ci necessita.

Fortunatamente, alcuni tiepidi segnali vanno proprio in questa direzione. Come quelli provenienti da Agucadoura, in Portogallo, dove, ad appena una settimana dall'inaugurazione della prima applicazione commerciale di Pelamis, ovvero i serpentoni marini (700 tonnellate ciascuno, per 142 metri di lunghezza e 3,5 metri di diametro) costruiti con tecnologia scozzese (by Ocean power delivery: Opd), in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di duemila famiglie... tutto sta funzionando a meraviglia, aprendo nuove prospettive...  tanto da far stimare al World Energy Council (Wec) di Londra che in un futuro ancora difficile da prevedere, il 15 per cento del fabbisogno elettrico mondiale potrebbe essere coperto da impianti che sfruttano il moto ondoso dei mari... il doppio di quello prodotto oggi dall'energia nucleare.

 

Set 0817

H & I come idrogeno (hydrogen) - Prima parte -

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 00:05 in Alfabeto prof €chos, Energia


La voracità di energia su cui si basa tutta la nostra economia fa consumare quasi 30 miliardi di barili annui di petrolio nel mondo, che sommati al consumo di carbone e di gas naturale, contribuiscono ad una immissione in atmosfera di circa 16 milioni di tonnellate di anidride carbonica al giorno. Pertanto, se si vuol dare uno scossone agli effetti ambientali devastanti, che l'uso sfrenato dei materiali fossili ha contributo a creare, bisognerebbe cercare di "riparare il clima" servendoci necessariamente di nuove fonti energetiche pulite.

La soluzione migliore, cioè la panacea di tutte le nostre preoccupazioni energetiche, è riposta nella fusione nucleare (si parla di un possibile primo traguardo nel 2050), ma intanto si favoleggia sull'uso dell'idrogeno, l'energia prossima ventura che sarebbe in grado di adempiere al gravoso compito di guarire i mali del pianeta. Purtuttavia, anche se allo stato attuale l'esistenza di alcune auto che vanno ad idrogeno fanno ben sperare, c'è da dire che l'idrogeno è un'energia che ha seri problemi.

Come si sa in natura non esistono giacimenti d'idrogeno e ci vuole tanta energia elettrica per rompere i suoi legami con altri atomi. Bisogna perciò produrlo e per ottenerlo bisogna usare altre energie. Ma non si possono usare le energie fossili, altrimenti inquinerebbero, e se si usa l'energia pulita se ne ottiene poca quantità.

L'idrogeno insomma non essendo disponibile allo stato libero come il petrolio e il gas, va fabbricato, trasportato, immagazzinato ed infine utilizzato.

Secondo il professor Gerbrand Ceder del Mit di Boston, molto attivo in questo campo, per produrre idrogeno in modo ecosostenibile, senza usare il petrolio, c'è bisogno d'idronizzare l'acqua consumando elettricità. C'è poi da considerare il trasporto: l'idrogeno non può essere immesso nei gasdotti esistenti perchè potrebbero andare distrutti. Il suo utilizzo, in verità, è anche una maniera di accumulare energia abbastanza pericoloso (esplode con facilità). Ma il vero problema è lo stoccaggio, in quanto raffreddare e comprimere l'idrogeno è molto difficile e costoso. Per il professor Ceder il futuro è di usare materiali spugnosi in grado di assorbirlo, anche se poi ci sarà il problema d'immagazzinarlo sulle automobili.

Per la professoressa Shao Horn, anch'ella del Mit, attraverso una serie di dispositivi, comprensivi di modellini di un sistema ad idrogeno, è possibile dimostrare che, a partire da un'energia pulita come la luce si arriva all'idrogeno che poi viene convertito in elettricità con le celle a combustibile.

Le celle ad idrogeno sembravano essere la grande promessa per far funzionare le nostre automobili e molti altri dispositivi, ma ancora oggi, esse durano poco e perdono efficienza con l'uso. Inoltre utilizzano il platino che è un minerale raro e molto costoso. Per cui, un po' come succede per l'uranio nel nucleare e il silicio per il solare fotovoltaico, la sfida d'affrontare è rimpiazzare il platino con materiali a basso costo.

Continua su H & I come idrogeno - seconda parte -
 

La luna resta sempre nei pensieri della Nasa e degli astronauti, tant'è che in previsione di future missioni si sta pensando di stabilire un avamposto lunare. Sebbene l'energia nello spazio venga ricavata soprattutto da pannelli solari, essi non sono ritenuti sufficienti, perciò presso i laboratori di ricerca della NASA si sta lavorando ad un progetto che preveda la costruzione di un piccolo reattore nucleare sepolto sotto la superficie lunare, pertanto offrirà anche un riparo certo dalle radiazioni, che potrà essere impiegato come fonte energetica.

"Il nostro obiettivo è quello di costruire una dimostrazione tecnologica, con tutti i principali componenti di una fissione nucleare sulla superficie lunare" ha detto Lee Mason, del NASA Glenn Center di Cleveland.

Il sistema che si vuole realizzare prevede motori che convertono l'energia termica in elettricità, collocati sopra il reattore. In questo modo la nuova fonte energetica potrà generare 40 kw costanti di energia elettrica, sufficienti per alimentare circa 8 abitazioni sulla Terra.

Il NASA Glenn Center sta ora vagliando due
diversi tipi di tecnologie avanzate per apparati di conversione. Queste unità di conversione di potenza sono necessarie per il processo di calore prodotto dal reattore nucleare in modo efficiente, per essere poi convertito in energia elettrica.

Le due proposte provengono da Sunpower Inc, di Atene, Ohio e Barber Nichols Inc. of Arvada, Colo.,

Il NASA Glenn Center lavorerà in collaborazione con il Department of Energy and NASA's Marshall Space Flight Center in Huntsville, Ala.

Set 0812

I materiali scaricati nei servizi igienici diventano energia

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 10:52 in Energia


San Antonio, nel Texas, è la prima città degli Stati Uniti che otterrà gas metano dai rifiuti umani su scala commerciale. Gli amministratori locali hanno  firmato l'accordo con Ameresco, un'azienda del Massachusetts che trasformerà lo spreco della città in gas naturale.

Dopo l'accordo, più del 90 per cento dei materiali scaricati nei servizi igienici e nei  pozzi di assorbimento di San Antonio sarà riciclato. L'acqua è ora utilizzata per l'irrigazione, mentre buona parte delle sostanze solide verrà usata come compost ed il gas metano sarà riconvertito per generare energia, ha dichiarato Steve Clouse, capo del sistema operativo dell'acqua della città.

Il gas metano ottenuto dai rifiuti organici è una componente principale del gas naturale utilizzato per alimentare  forni, centrali elettriche, e altri generatori ...  Il gas sarà poi rivenduto ai produttori di elettricità. Considerando che i residenti di San Antonio producono ogni anno 140mila tonnellate di "biosolidi" (escrementi), è stato calcolato che si potrebbe generare gas naturale per circa 1,5 milioni di metri cubi al giorno.

Immagine: 3.bp.blogspot.com/
 

Set 08 4

E' in arrivo dalla Spagna il secondo rigassificatore italiano

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 00:43 in Energia


La Fagioli di Sant’Ilario, gruppo italiano specializzato per le attività di trasporto e di sollevamento, si sta occupando del trasporto per il Mediterraneo, dell'Adriatic Lng Terminal, il primo terminal off shore di gas naturale liquido su cemento armato al mondo, per la ricezione, stoccaggio e rigassificazione del gas naturale liquefatto.

Partita il 30 agosto dalla baia di Algeciras, in Spagna, la piattaforma, una vera isola mobile, approderà entro una ventina di giorni, mare permettendo, a Porto Levante, in provincia di Rovigo. L’impianto, lungo 180 metri, alto 50 dal peso di circa 300.000 tonnellate, sarà il secondo impianto di gassificazione nel nostro Paese, dopo quello di Panigaglia, vicino a La Spezia.

La piena operatività del terminal è  prevista solo a partire dal 2009, visto che fino a quella data verranno completate le operazioni di installazione ed eseguito un periodo di collaudo.

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