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Cosa nasconde la crisi tra Georgia, Nato e Russia?

Luciano Vecchi avatar Giovedì 21 Agosto 2008, 09:41 in Guerre, Il nostro domani, armi atomiche di Luciano Vecchi

Sembra che in Occidente la crisi Georgia, Nato, Russia venga rivisitata in maniera piuttosto diversa da come la si vede oltre la ex cortina di ferro. Il fatto è che la Russia ha schierato i carri armati e le sue truppe in Ossezia del Sud per salvare la vita di civili e ristabilire la pace. A vederla così è Mikhail Gorbaciov, che nella crisi tra Georgia e Russia nota un atteggiamento forse un po' troppo disinvolto da parte georgiana.

Dopo un periodo di relativa calma, mantenuta in Ossezia del Sud dalla forza di peacekeeping composta da russi, georgiani e osseti, ecco che, improvvisamente, nella notte tra il 7 e l'8 agosto qualcosa non va per il verso giusto... "Montare un attacco militare contro innocenti è stata una decisione avventata le cui tragiche conseguenze, per migliaia di persone di diverse nazionalità, ora sono chiare" ha scritto Mikhail Gorbaciov in un articolo sul Washington Post ("A Path to Peace in the Caucasus", Mikhail Gorbachev, Washington Post). L'attacco militare georgiano nella capitale Tskhinvali in Ossezia del sud è stato fatto con lanciarazzi multipli progettati per devastare la zona. La leadership georgiana avrebbe potuto compiere un'operazione del genere, soltanto se incoraggiata dall'amico americano, il quale, oltre a sofisticate attrezzature militari, acquistate peraltro da un certo numero di paesi, ha fornito centinaia d'istruttori militare alle Forze armate georgiane. Questo, assieme alla promessa di adesione alla NATO, hanno incoraggiato i leaders georgiani nel credere che avrebbero potuto uscirne con una "guerra lampo" in Ossezia del Sud ... La Russia ha dovuto rispondere: accusarla di aggressione contro "la piccola e indifesa Georgia non è solo ipocrita ma mostra mancanza di umanità". L'esercito georgiano non aveva alcuna possibilità di vincere una guerra contro la Russia. Il vero obiettivo era quello di attirare l'esercito russo in una trappola. Coloro che hanno pianificato il piano statunitense sperano di fare ciò che è stato fatto in Afghanistan: attirare l'esercito russo in una lunga e sanguinosa guerra tipo Cecenia: mettere a repentaglio le loro truppe di guerriglia contro le forze armate georgiane, addestrate da militari statunitensi e agenzie di intelligence. Il conflitto sarà condotto nel nome di liberare la Georgia dall'imperialismo russo e fermare così Putin prima che possa prendere il controllo sugli oleodotti attorno al Mar Caspio. Molto di questo argomento è già apparso nei principali media o è stato discusso dall'elite politica americana.

Nel frattempo, i combattimenti nella regione del Caucaso hanno deviato l'attenzione dalla massiccia armata delle forze navali statunitensi che attualmente veleggia verso il Golfo Persico per tenere sotto controllo le mosse dell'Iran. Proprio un paio di settimane fa è terminata nell'Oceano Atlantico l'operazione Brimstone: war games navali tra Stati Uniti, Regno Unito e Francia, il cui scopo era di progettare una simulazione di blocco navale dell'Iran e la probabile risposta iraniana.

Ma Gorbaciov non è il solo a prendere questa posizione, c'è anche Zbigniew Brzezinski, l'ex consigliere di politica estera del presidente Jimmy Carter, il quale, due mesi prima dell'invasione georgiana in Ossezia del sud, ha presentato una linea di base che sarebbe stata usata contro la Russia. L'articolo è stato pubblicato sul sito Web di Kavkazcenter (http://www.kavkazcenter.com/eng/content/2008/06/13/9798.shtml ).

Brzezinski dice che gli Stati Uniti prevedono casi di possibili minacce da parte della Russia, direttamente sulla Georgia, con l'intenzione di prendere il controllo degli oleodotti di Bacu-Ceyhan, nel sud del Caucaso. In questo modo la Russia tenderebbe ad isolare la regione dell'Asia centrale dall'accesso diretto dell'economia mondiale, specialmente per le forniture di energia. Il governo della Georgia destabilizzato, porterebbe a limitare l'accesso occidentale a Baku nel Mar Caspio che in seguito sarebbe limitato.

Secondo Brzezinski è assurdo pensare che la Russia, dopo essere uscita da due inutili guerre in Cecenia e in Afghanistan, e dopo anni di povertà e disordini sociali, seguiti alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, avrebbe scelto di intraprendere una guerra sull'energia con la forza nucleare americana. Sarebbe una follia completa!

Le speculazioni di Brzezinski sono parte di un più ampio racconto, creato appositamente per i media occidentali per fornire una motivazione della prossima aggressione contro la Russia.

Brzezinski non è solo l'architetto della campagna dei mujahadin contro la Russia in Afghanistan negli anni 1980, ma è anche l'autore di "The Grand Chessboard (la grande scacchiera) -American Primacy and it's Geostrategic Imperatives", la teoria che opera dietro la guerra al terrorismo, che coinvolge un massiccio intervento degli Stati Uniti in Asia Centrale per il controllo delle risorse vitali.

"The Grand Chessboard" è la versione del Great Game. Il libro inizia con questa dichiarazione rivelatrice: "Da quando i continenti hanno iniziato a interagire politicamente, circa cinquecento anni fa, l'Eurasia è stata il centro della potenza nel mondo... La chiave per il controllo dell' Eurasia, dice Brzezinski, è il controllo delle repubbliche dell'Asia centrale."

Questo è il cuore e l'anima della guerra al terrorismo. Il vero braintrust dietro un conflitto senza fine è stato effettivamente concentrato sull'Asia centrale.


Immagine: www.onlineopinion.com.au

3
3 commenti
3
27 Ago 2008
alle 21:38

H111H

Non sto contestando niente a te, ma chi ha scritto l' articolo o era "un po'" di parte ... .. o ha ben poca competenza in ambito militare ( ma ci scrive lo stesso, sperando che i lettori di competenza ne abbiano ancor meno... )... comunque , per "par condicio"... http://www.defensenews.com/story.php?i=3692358&c=LAN&s=TOP

2
27 Ago 2008
alle 10:42

L.V.

@H111H - (mi sembra di rispondere ad una formula chimica)... comunque, tutto ciò che dico è stato estrapolato da discorsi o scritti di coloro di cui parlo. Io non ero in Georgia la notte tra il 7 el'8 agosto e non so dirti, pertanto, quali erano esattamente i razzi usati per colpire la Georgia...

1
25 Ago 2008
alle 01:25

H111H

"L'attacco militare georgiano nella capitale Tskhinvali in Ossezia del sud è stato fatto con lanciarazzi multipli progettati per devastare la zona. La leadership georgiana avrebbe potuto compiere un'operazione del genere, soltanto se incoraggiata dall'amico americano, il quale, oltre a sofisticate attrezzature militari, acquistate peraltro da un certo numero di paesi" come contraddirsi nel giro di poche righe : prima dice che hanno usato lanciarazzi multipli per devastare ampie zone (notoriamente armi non guidate e considerate "stupide") poi parla di forniture di sofisticato materiale bellico di cui non c' è traccia e di cui non fornisce prova : però..caso strano..non le hanno usate. io come fonte mi fido di questa, e direi che a parte le solite menate antiamericane l' autore non è in gradi di fornire dati a favore della sua tesi http://disarmament.un.org/UN_REGISTER.nsf/5cb8afbbb6536a298525647d00612b14/437bc746a4891bbb8525749d0058bdcc?OpenDocument il 90 e passa percento del materiale bellico è di provenienza ex URSS e quello acquisito ultimamente è nella quasi totalità di paesi ex Patto di Varsavia e di evidente derivazione ex blocco sovietico

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