Nel 1993 quando a Bruxelles fu proposto di creare la nuova via della seta (Great Silk Road), oppure, il corridoio di trasporti Europa - Caucasio -Asia (Traceca), l'idea fu accolta con entusiasmo dalla Unione europea e dagli Stati Uniti. La visione di una superstrada non solo di asfalto ma con rotaie, oleodotti, cavi in fibra ottica estesi da Rotterdam alle coste cinesi del Mar Giallo, sembrava essere piena di promesse, non solo per tutte quelle imprese che avrebbero costruito tutti questi sistemi ma per tutti quei Paesi ricchi di minerali, cotone ma soprattutto di petrolio e gas naturale che ambivano alla prosperità dei loro territori. All'epoca furono 33 i Paesi coinvolti nella costruzione della Nuova Via della Seta.
Inizialmente la via della Seta era un reticolo di navi terrestri, marittimi e fluviali, lo sviluppo di circa 8 mila chilometri che permettevano alle varie carovane di attraversare l'Asia centrale al Medio Oriente collegando l'odierna Siam, Cina all'Asia minore al Mediterraneo, attraverso il Medio Oriente e il vicino Oriente. La via della seta marittima partendo dalla Cina settentrionale raggiungeva quella meridionale, estendendosi agli odierni stati delle Filippine, Brunei, Malacca, India, Iran, Irak, Egitto, Giordania Siria e anche Italia.
Ora che i cinesi stanno imparando ad utilizzare tecnologie moderne e design, e riprendono a lavorare la seta, la cui produzione ha conosciuto momenti di difficoltà, l'antica via della seta, che nei millenni ha visto il passaggio di oro, stoffe, preziosi attraverso l'Oriente, sta rinascendo nell'economia e nella cultura cinese. Pertanto, ricostituire la Via della seta con un sistema autostradale multinazionale che partendo dalla Cina dovrebbe arrivare fino in Turchia (ma anche in versione ferroviaria tra Pechino e Kiev) potrebbe diventare un percorso economicamente molto importante.
Ricostituire questo antico percorso equivale a preparare quello che secondo gli esperti di geopolitica tornerà ad essere l'epicentro del commercio nel mondo, e che in un certo senso, riscriverà un nuovo ordine mondiale. Tuttavia, negli ultimi due anni, le prospettive di realizzazione del progetto di fondo di investimento TRACECA (Corridoio di trasporto Europa-Caucaso-Asia) sono ancora oggetto di discussione e piuttosto nebbiose. Per la sua approvazione il progetto, che fu firmato a Baku (Azerbaigian) nel 1998, deve essere sostenuto da tutti i 12 paesi membri TRACECA, i quali sono: Azerbaigian, Turchia, Georgia, Ucraina, Moldavia, Romania, Bulgaria, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Armenia. Sin d'allora però, il flusso di merci attraverso il percorso TRACECA è raddoppiato e la sua ulteriore crescita è prevista in connessione con le forniture di petrolio kazako attraverso il Trans-Mar Caspio.
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Fonte: www.american.edu/ - abc.az/eng
Immagine: www.internationalreports.net/
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Tag: autostrada, cina, commercio, traceca, turchia, via della seta







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