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L'india e l'energia del vento

Luciano Vecchi avatar Venerdì 23 Novembre 2007, 12:20 in Ambiente, Clima, Current Affairs, Energie alternative di Luciano Vecchi

Qualcuno pensa che questo blog sia una specie di guida turistica perchè parla spesso di ciò che accade nel mondo e poco per quanto riguarda il nostro Paese. Ed è vero! Ma quì da noi le notizie riguardo le energie alternative non sono poi così molte, e quasi sempre sono opere di dimensioni ridotte rispetto ad altri impianti nel mondo.

Io insisto invece a parlare di Cina, India, cicloni, grandi impianti, inquinamento... poichè è dai Paesi emergenti del Sudest asiatico, che provengono metà delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Ed è soprattutto questa parte del mondo che viene sottoposta alla furia climatica legata al riscaldamento globale (global Warming), in cui, peraltro, se ne è parlato ampiamente al recente summit di Valencia, sul Quarto Rapporto di Valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC).

Dopo questa breve introduzione, vi offro questo post, freschissimo di giornata, che parla di eolico e India, l'altro gigante asiatico che cresce ad un ritmo davvero inarrestabile! 

L' India aumenterà di otto volte la capacità energetica da fonti rinnovabili fino a toccare gli 80000 MW al 2032, che rappresentano il 10 per cento del totale della capacità energetica del paese. Lo ha annunciato ieri il Ministro delle energie rinnovabili Vilas Muttemwar durante un seminario sulle energie rinnovabili.

L'India ha uno dei più grandi programmi di energia rinnovabile nel mondo, ha detto il ministro, aggiungendo che il governo ha individuato nei combustibili alternativi, e cioè l'idrogeno, combustibili sintetici e biocombustibili, la spinta necessaria di questa nuova fase. Con la sola energia eolica, il governo propone una capacità aggiuntiva di 10500 MW nel giro di tre anni. Questa fonte di energia pulita, attualmente è in grado di crescere di almeno 1700 MW all'anno, rispetto ai 200 MW di un anno, quattro anni fa e questo riflette la crescente fiducia degli investitori.

Sempre al seminario ha fatto il suo intervento l'amministratore delegato della Vestas RRB India Ltd, un'azienda chiave del settore eolico indiano, il quale ha detto che la quota di energia da fonti rinnovabili deve essere portata nel lungo termine al 20-25 per cento del mix energetico, per poter dare un'assicurazione energetica al Paese. Ha comunque evidenziato come attualmente l'energia eolica sia ancora in una posizione di svantaggio rispetto agli idrocarburi, ma questo deve essere visto come uno sprone per attuare il piano energetico da fonti rinnovabili  senza perdere tempo.

L'energia eolica sta emergendo come un fattore chiave nella sicurezza energetica dell'India, anche se non è riuscita a tenere il passo con il crescente fabbisogno energetico nella crescita economica del Paese. L'energia eolica occupa da sola 7230 MW rispetto ai 10175 MW sulla totalità delle energie  rinnovabili.

Fonte notizia: indiaprwire.com

 

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2 commenti
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25 Nov 2007
alle 03:54

L.V.

@Mario - Sui piccoli impianti e sulla filiera corta tu hai ragione... ma a me personalmente la situazione energetica italiana, specie quella che deriva dal solare, di cui me ne sono occupato ampiamente, non mi convince affatto. Come ho scritto nel post, mi occupo di India, Cina, Indonesia, Bangladesh e via dicendo poichè è quella la parte del mondo più difficile da "ripulire". Poi,la capacità energetica di decine di migliaia di Mw... è davvero qualcosa di assolutamente strabiliante per noi, che viaggiamo ancora coi kw e sul piano energetico, abbiamo tante speranze ma le idee non sono  ancora del tutto chiare.

Ciao   ;-€ Luciano  

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24 Nov 2007
alle 20:38

Mario/paroleverdi

E’ vero che da noi le opere riguardanti le fonti rinnovabili sono caratterizzate da dimensioni ridotte, ma questo non costituisce di per sé una cattiva notizia. Meglio cento piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, che un unico grande impianto. E’, finalmente, lo spirito del nuovo conto energia. Che dovrebbe essere esteso anche alle altre rinnovabili, minieolico e biomasse da filiera corta (entro i 70 km) in testa. Così si minimizza il problema delle perdite di energia collegate alla fase di distribuzione.

Per quanto riguarda l’India, se non sbaglio, si è sempre sostenuto che mentre la Cina è la nazione delle braccia, l’India, invece, è quella dei cervelli. Beh, il tuo post ne è una ennesima conferma.

Ciao

Mario

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