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Set 0728

Ma quando finirà sto' benedetto petrolio?

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 08:16 in Ambiente, Energie alternative 2, Guerre, Il nostro domani, Società


Quando arriveremo al fatidico momento in cui si assisterà a un lento quanto inesorabile declino della disponibilità di petrolio (il picco pare ci sarà attorno al 2010), il mondo non sarà più lo stesso e la popolazione mondiale, specie quella che vive nei Paesi industrializzati (Cina, India, indonesia e Brasile compresi), abituata da oltre un secolo a servirsi di questo prezioso combustibile per oliare gli ingranaggi produttivi ed economici dell'attuale sistema, sarà preda di reazioni isteriche e incontrollate e si renderà conto di come era bello "quando il frigorifero era pieno e si poteva consumare abbondantemente e quotidianamente tutto ciò che esso conteneva". Già oggi, nella protesta dei monaci buddisti in Myanmar (ex Birmania) contro l'impennata dei prezzi del carburante e dei generi alimentari di prima necessità, assistiamo con preoccupazione ai primi barlumi di quale violenza scaturirà qualora quel poco di petrolio che resta costerà sempre più. Gia oggi, che viviamo con la consapevolezza che la "manna finirà", le crisi geopolitiche aumentano, la corsa agli armamenti di nuova generazione pure. Attualmente ci sono 29 conflitti armati nel mondo, dai ben noti Iraq ed Afghanistan, alle annose guerre nel subcontinente indiano, alle guerre civili in Colombia, Filippine, Haiti, fino ad arrivare ai conflitti dimenticati, o peggio ignorati, come quello che da più di trent’anni coinvolge il Marocco nel Sahara occidentale, o quello che si combatte in Burundi da vent’anni. Il bilancio aumenta costantemente ogni giorno ma non tiene conto dell’”indotto” della guerra, le migliaia di morti di fame, di malattia e di tutto il corredo di orrori che ogni conflitto porta con sè.

La maggior parte dei Paesi instabili nel mondo sono, volenti o nolenti, alle dirette dipendenze di Paesi ricchi e forti militarmente (Cina, Russia, Usa) che fanno e disfanno le cose a loro piacimento. Gia oggi, nel tentativo di voler cominciare a rimpiazzare il petrolio si vede il moltiplicarsi di segni ambientali funesti, come il taglio di foreste intere (accade in Indonesia e America Latina), per far posto a coltivazioni di oli vegetali da utilizzare nei sistemi produttivi che possano placare la fame energetica dei Paesi sviluppati. E anche se l'autorizzazione allo scempio delle foreste vede la complicità dei governi delle nazioni che tali foreste possiedono, che lo fanno, dicono loro, con intenti buoni (l'indonesia, ad esempio, sta cercando di attirare maggiori investimenti per le industrie che producono energia elettrica dall'olio di palma, dalla canna da zucchero e dalla jatropha al fine di creare cinque milioni di nuovi posti di lavoro...), è solo perchè sono abbagliati dal brillio d'un sistema (quello occidentale) imperfetto, decadente e fasullo, il quale, avendo consumato tutto quello che aveva a disposizione, sta pensando, come nel caso dell'Indonesia, a progetti di centrali a biomasse da filiera lunga, anche se l’Unione europea ha indicato più volte che la via maestra da seguire è quella della filiera corta, cioè di centrali dove bruciare biomasse prelevate nell’arco di poche decine di chilometri. Ma quando s'investono parecchi soldi nelle energie rinnovabili e si persegue questa strada con una prescia inusuale, sebbene la strada da seguire sia quella, significa che comunque fino a quando non sarà esaurita l'ultima goccia di petrolio, ci sarà sempre qualcuno che ci guadagnerà spropositamente, tanto da rendere questo passaggio estremamente difficile e complicato.

Allora, la domanda mi sorge spontanea: ma quando finirà sto' benedetto petrolio?

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Commenti

1. Fabio80s, Venerdì 28 Settembre 2007 ore 19:12

Complimenti, bell'articolo. Una riflessione generale sul declino dell'era del petrolio e sugli effetti, che potranno essere funesti e i cui primi segnali già si vedono. Abbiamo due problemi grossi : l'ambiente e l'esaurimento delle scorte energetiche (petrolio e gas). I due problemi si stanno verificando contemporaneamente e, almeno per quanto riguarda l'Italia, l'informazione a riguardo è nulla e la volontà da parte del governo di gestire una situazione potenzialmente esplosiva è molto... difficile da decifrare. Diciamo così, ma la realtà è che una presa di posizione e una volontà unica, una politica ben precisa non esiste! Si parla di tagli alla Co2, ma allo stesso tempo si promuove l'uso del carbone, che di Co2 ne produce tanta, più di tutte le altre fonti energetiche. Si parla di particolato, di polveri fini, ma tutto ciò che sanno fare le amministrazioni comunali è bloccare il traffico delle auto Euro 0 e 1 (qui a Torino fra poco saranno bloccate in tutta la città per 8 ore al giorno), mossa "ambigua" (per usare un eufemismo) perchè ha come maggiore effetto collaterale lo spingere la gente ad acquistare auto nuove buttando via magari auto ancora efficienti (e magari di piccola cilindrata e quindi che causano minori emissioni di CO2 rispetto ad un SUV o una berlina Euro 4 modernissime), a fronte di una modesta, se non nulla, riduzione dell'inquinamento, visto che il traffico continua ad aumentare in volume, vanificando la minore produzione di inquinanti da parte delle nuove vetture (che non significa minore produzione di Co2, attenzione, quella dipende solo dal consumo!). Poi, cosa più grave di tutte secondo me, manca una campagna efficiente che spinga le persone al risparmio energetico, e questo è tremendo : perchè non servirebbe costruire nuove centrali se le case cominciassero a consumare di meno! Se la gente fosse almeno al corrente, e fosse messa in grado almeno di poter scegliere, sarebbe più semplice ottenere qualche risultato. E invece no : si preferisce parlare alla nausea (per non dire fino a inorridire) di omicidi sanguinolenti e di politica estera opportunamente filtrata e all'acqua di rose (ad eccezione dei dettagli più sanguinolenti, ovviamente). Si potrebbe andare ancora avanti ad elencare cos'è che non va ma credo che ci sia anche qualcosa di nuovo e positivo che sta nascendo, o meglio, che sta venendo conosciuto da un numero sempre maggiore di persone : parlo dell'informazione su internet, in cui i blog come questo giocano un ruolo molto importante. Sta spingendo le persone a ragionare, a porsi problemi verso cui si trova impreparata; a litigare fra i lettori, a scambiarsi opinioni e a creare una forma mentale in ognuno di noi, che è sempre più vicina e che ci rende più partecipi!

2. Luca, Sabato 29 Settembre 2007 ore 09:54

Caro prof, ti consiglio di leggere questa notizia e tenere d'occhio questo blog, che reputo molto interessante ;-)

http://ingeambiente.freewordpress.it/2007/09/28/acqua-pura-del-cile/

Saluti e buon weekend 

3. L.V., Sabato 29 Settembre 2007 ore 10:08

@Fabio - Quasi quasi ti posto il commento così com'è. Bravo a te, uno dei tanti giovani che vorrebbero perlomeno un Italia in corsa...

@Luca - Lo terrò senz'altro d'occhio poichè mi sembra interessante. Ti ringrazio e continua così, se puoi...  Buona partita  (anche se non credo che di questi tempi giochi ancora a pallavolo)... e buon weekend

Saluti  ;-€ 

4. Luca, Domenica 30 Settembre 2007 ore 16:42

Eh no caro prof, il beach volley è finito purtroppo!!! E di rinchiudermi nelle palestre puzzolenti non mi ispira troppo, è uno svago stagionale =)

Saluti e non ti preoccupare che se ho qualche notiza "sugosa" (rende più di succosa) te la rigiro subito!!!! =) 

5. Antonio, Mercoledì 19 Marzo 2008 ore 16:32

Sicuramente prima o poi dovremmo fare i conti con l'esaurisi del petrolio ma penso che esso potrà avvenire fra molti decenni e forse di più.

Ho amici geologi e ingegneri che lavorano all'Eni e alla Shell i quali mi riferiscono che al momento le scorte mondiali di petrolio conosciute sono più che sufficenti,in alcune zone del pianeta e non mi hanno detto dove hanno scoperto immensi giacimenti e senza dimenticare la Libia anch'essa nasconde nel sottosuolo ancora riserve enormi.

Il problema non sta nel petrolio ma in tutto l'inquinamento che produciamo,ora nazioni come India e Cina cosa andranno a immettere in atmosfera????

Iniziamo a produrre carburanti alternativi ecologici visto che esistono le tecnologie per farlo.

6. Hidalgo Velazquez, Giovedì 5 Giugno 2008 ore 04:09

Quando finirà il petrolio tu non potrai nemmeno più cazzeggiare su questo blog. Anzi, il server sul quale questo stesso blog si poggia sarà disponibile solo per pochi eletti. E tu e i tui figli non ve ne preoccuperete poi tanto perchè sarete indaffarati a cacciare qualche cinghiale per potervelo fare alla brace e sopravvivere un'altra giornata. Le energie rinnovabili sono una chimera, 8 miliardi di individui non possono vivere con qualche pannello solare e due mulini a vento.

Ci andrei molto piano ad augurarmi la fine del petrolio. 

7. mattia, Venerdì 6 Giugno 2008 ore 11:38

potranno scoprire altri giacimenti....ma tenete presente due cose:

in italia il prezzo della benzina non scenderà mai drasticamnte in quanto il ministero delle finanze percepisce un accisa del 70% circa sui carburanti... inoltre considerate che paesi come cina e india sono in continua espansione e ogni giorno il loro fabbisogno aumenta sempre di piu....che dire.....spero che gli ingegneri e tecnici di shell e Agip abbiano dati certi anche se credo che la "pacchia" non durerà oltre il 2015...... 

8. Legalizador, Domenica 31 Maggio 2009 ore 21:49

Non so quando finirà sto MALEDETTO petrolio. So solo che da quando è entrato in commercio, lui ed i suoi derivati, hanno solo fatto danni (dal punto di vista economico, della salute individuale e dell'intero pianeta). Esistono numerose alternative a quel VELENO che per circa un secolo ha corroso l'economia mondiale e la vita di ognuno di noi...

Proporrei, senza ombra di dubbio, come prima alternativa al petrolio e derivati una pianta che dagli inizi del XX secolo è stata discriminata ingiustamente e contro la quale è stata fatta una colossale propaganda di disinformazione e di DIFFAMAZIONE. Ebbene si, miei cari, sto parlando di una delle più grandi risorse della storia dell'umanità, la canapa, meglio conosciuta come CANNABIS.

Tutto ciò che il petrolio può produrre può essere sostituito dai derivati della canapa. Plastica resistentissima ed elastica, tessuti di ottima qualità, combustibile ecologico, farmaci, marijuana e tantissime altre cose possono essere ricavate dalla pianta che molti temono, ma che pochissimi conoscono.

Conclusione? Chiamatemi sciocco, ma spero che il petrolio finisca il prima possibile, perché sarà allora che il mondo dovrà pubblicamente ammettere tutti i suoi sbagli in merito alla canapa sativa, indica e ruderalis. Quando il petrolio finirà, e le maggiori multinazionali petrolifere non avranno più motivo di continuare la grande PAGLIACCIATA che è il proibizionismo della canapa, allora arriverà il momento di LEGALIZZARE LA MARIJUANA ed io, seduto sulla mia poltrona (naturalmente col primo spinello legale della storia) sarò finalmente una persona felice, insieme a tutti coloro che sono consapevoli del fatto che L'ERBA NON FA MALE E DEVE ESSERE LIBERA.

 

P.S: se non credete alle mie parole, documentatevi come ho fatto io e cercate di smentirmi, anche se la vedo dura. Se sei un proibizionista e stai leggendo questo messaggio, allora ti sfido a portarmi una prova scientifica a dimostrazione che le mie affermazioni sono false... BUONA FORTUNA. 

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