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Celle solari in tinture colorate

Luciano Vecchi avatar Mercoledì 11 Aprile 2007, 12:29 in pianeta sole di Luciano Vecchi

I ricercatori dell'University’s Nanomaterials Research Centre hanno sviluppato delle tinture sintetiche in grado di generare elettricità. La tecnologia della cella solare sviluppata dal Centro di ricerche permetterà ai neozelandesi di generare elettricità dal sole  ad un decimo del costo dell'attuale silicio usato per i pannelli solari.

Le celle solari sono il prodotto di più di 10 anni di ricerca finanziata dalla  Foundation for Research, Science and Technology.

Il dottor Wayne Campbell e i ricercatori hanno sviluppato una gamma di tinture colorate da poter essere usate in celle solari molto sensibili. Le tinture sintetiche fanno parte di residui organici semplici collegati strettamente a quelli trovati in natura.

La tintura verde sperimentata, ad esempio, è una sorta di clorofilla sintetica derivata da una raccolta del pigmento delle piante per la fotosintesi.  Altre tinture  esaminate sono realizzate con pigmenti a base di emoglobina, il composto che da il colore del sangue.
 
Il dottor Campbell dice che quello che diversifica queste nuove celle da quelle al silicio sul mercato fotovoltaico, è che 10x10 cm di celle solari di questo nuovo tipo sono in grado di generare abbastanza elettricità da far funzionare un piccolo ventilatore. Tra l'altro, le celle "verdi" sono molto più compatibili con l'ambiente di quelle al silicio poichè sono fatte da diossido di titanio, un minerale bianco abbondante, rinnovabile e non tossico ottenuto dalla sabbia nera della Nuova Zelanda.

Il diossido di titanio è già usato in prodotti di consumo quali dentifricio, vernici bianche e cosmetici.

La raffinazione del silicio puro, pur essendo un materiale abbondante, costa molto. Inoltre, mentre le celle al silicio hanno bisogno di luce solare diretta per funzionare efficacemente, queste "celle colorate" funzionano anche poca luce solare.

Il nuovo direttore del Centro, Professor Ashton Partridge, dice che ora bisogna mirare ad ottimizzare e migliorare la realizzazione e le prestazioni delle cellule prima di svilupparle commercialmente.

La prossima fase è prendere queste tinture ed incorporarle nei materiali del tetto o nei pannelli a muro" dice Ashton Partridge, sottolineando il grande interesse per la scoperta in tutta la Nuova Zelanda e non solo.

Inoltre, aggiunge, l'ultimo scopo nell'uso delle nanotecnologie è sviluppare celle migliorii e convertire tanta luce solare in elettricità.

L'energia che riceve la Terra dai raggi del sole in un'ora è molto più di quella usata da tutte le attività umane durante un anno".

 
Fonte: masseynews 

 

5
5 commenti
5
13 Nov 2008
alle 10:45

paolo manzelli

FORESIGHT NANOTECH divulgativo. Vedi in www.edscuola.it/LRE.html

Paolo Manzelli pmanzelli@gmail.com 

4
03 Set 2008
alle 15:22

matteo armenante

tenetemi a corrente.

grazie.

3
11 Apr 2007
alle 16:40

vil

bene, molto bene: la ricerca va avanti e da qualche frutto, ovviamente applicazioni commerciali se se ne vedranno arriveranno fra 3-5-10 anni. a che punto sarà la costruzione degli stabilimenti della nanosolar e simili? da qualche mese non se ne parla + molto ma insieme ad altri sono i primi a dover sfornare qualcosa di economicamente acessibile.

2
11 Apr 2007
alle 14:40

L.V.

@Giancarlo - Qualsiasi precisazione o aggiunta è ben accetta, grazie per il link e per le tue reminiscenze studentesche e complimenti per il blog che rappresenti. ;-€


 

1
11 Apr 2007
alle 13:50

Giancarlo

Ciao, il riferimento nella materia delle celle che sfruttano il colore è Michael Graetzel a Losanna http://isic2.epfl.ch/page58671-en.html

anche lui usa TiO2, da circa 20 anni.

Il problema delle dye-sensitized cells, che ricordo quando ero al politecnico ed "indagai" un pò, sia con lui che con chimici lì in zona, è che non si riescie a produrre una superficie ampia abbastanza per un vattaggio soddisfacente ad applicazioni di decine e/o centinaia di watt. Non c'è stabilità degli ampère prodotti nè durata del colorante. Questo spiega perche nella foto ci sono molte piccole superfici e non una bella lastra spalmata uniformemente.

Detto ciò, vale certamente la pena di seguire gli sviluppi perche il materiale è a basso impatto.

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