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Le isole Carteret e il loro destino

Luciano Vecchi avatar Mercoledì 14 Marzo 2007, 17:15 in Pianeta acqua di Luciano Vecchi

Era già scritto da tempo il destino delle isole Carteret, al largo della Papua Nuova Guinea... ma solo ora ci si rende conto di quale paradiso il mondo ha perduto.

Deve fare un certo effetto vedere risucchiare i luoghi in cui si è nati e vissuti dalle acque circostanti. Ma di quegli atolli in mezzo all'Oceano non esiste più nulla, se non un miracolo, che possa fermare le onde.

Alle Hawaaj ci hanno provato, hanno tentato di salvare le isole dove c'era più turismo... ma sebbene abbiano eretto muri e fatto ripascimenti... è difficile fermare le onde, si tratta solo di rinviare l'inevitabile.

Adesso tocca agli abitanti delle Carteret, i primi profughi ambientali, abbandonare le loro case a causa del perdurare delle problematiche ambientali che affliggono da tempo le loro isole. Sebbene da anni gli abitanti, in maggioranza indigeni, abbiano provato a costruire barriere protettive con muraglie e piante di mangrovia, nulla possono più ora.

Le alte maree, provocate dal riscaldamento degli oceani, continuano a sommergere pezzo per pezzo coste, spiagge, case ed orti.

Così, dopo Lohachara, che è stata inghiottita dal mare più in fretta del previsto, adesso tocca a queste isole perdute nel Pacifico pagare a caro prezzo la deficienza umana (leggasi global warming).

L’avanzata delle acque è implacabile: l'oceano sta vincendo la sua partita, sommergendo giorno dopo giorno gli atolli, che tutti insieme equivalgono alla superficie di 80 campi di calcio.

Di questo paradiso sulla Terra fagocitato dall'Oceano… l’uomo dovrà scordarsene, così come degli atolli vicini, abitati da altre 3000 persone costrette anche loro ad evacuare.

Secondo le stime, le isole Carteret spariranno entro il 2015.

Alla radio australiana, Raymond Masono, il vice amministratore del governo autonomo di Boungaville, ha annunciato che l’acqua salata ha gia’ invaso gran parte delle fonti d’acqua dolce ed ha distrutto le coltivazioni, rendendo inevitabile l’evacuazione della popolazione e il trasferimento proprio nell’isola di Bouganville, 100 km più a sud.

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19 Mag 2009
alle 23:05

azzurra

mki sono trovata a leggere questo articolo ch emi ha ricordato un post su un mio umilissimo blog

 http://thisplanetiswonderful.blogspot.com/search?updated-max=2009-04-21T09%3A22%3A00%2B02%3A00&max-results=7

 

sono tristissima per questa valnga che nn riusciamo o nn vogliamo fermare!

cordiali saluti

azzurra

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