Notizie da un pianeta malato
Preceduto da un simbolico blackout che ha tenuto spente per 5 minuti le luci della Torre Eiffel, ma anche del Colosseo e di piazza del Campidoglio a Roma, è stato reso pubblico, venerdì scorso, una parte dell'atteso e poderoso IV Rapporto ONU sul futuro climatico del nostro pianeta. Il quarto libro del rapporto è tutto scritto su 15 fogli, una sintesi di migliaia di pagine di molti studi sul clima effettuati negli ultimi 5 anni, in cui ogni dato, ogni riga è stata discussa parola per parola ed approvata dall'intera comunità scientifica internazionale e dai vari delegati dei governi.
"Questo rapporto è un'occasione perchè da delle linee guida" ha detto Ban Ki-moon, il segretario dell'ONU appena insediato "Ci da un po' di vantaggio per elaborare una risposta globale sui cambiamenti climatici, ma per far questo ci vuole determinazione, dobbiamo prendere l'iniziativa e abbiamo poco tempo, dobbiamo agire entro il 2012. La Comunità internazionale deve fare qualcosa prima che sia davvero troppo tardi".
Ghiacci che si sciolgono del 2,7 per cento ogni 10 anni, come quelli del Labrador, Groenlandia, Norvegia... In Islanda la guardia costiera sorvola l'Oceano Artico a nord ovest di Reykjavík per seguire da vicino i piccoli e grandi icebergs, talvolta isole di ghiaccio più grandi di una metropoli, che minacciano la navigazione e le rotte petrolifere...
Temperature che aumenteranno fino a 4 gradi in più per la fine del secolo, oceani che saliranno dai 20 e i 58 centimetri entro il 2100, incremento di uragani e tifoni, innalzamento progressivo di mari e oceani, inverni dalle temperature troppo miti. Anche sulle nostre montagne: di solito quando non nevica l'inverno la montagna è nuda quest'anno invece è verde come d'estate.
L'inverno 2006-07 ha dato una forte accellerazione alla trasformazione dei cambiamenti climatici. Non ha nevicato ne fatto freddo fino ad una decina di giorni fa. In Siberia gli orsi non sono andati in letargo; a New York, nel giorno della Befana il termometro si è fermato a 23 gradi. Solo il Nord America è flagellato dal freddo, tempeste di neve e 30 gradi sottozero. Ma ciò, dicono gli esperti, è in linea con la tendenza ai cambiamenti climatici, che stanno rinverdendo la Groenlandia e desertificando buona parte della zona mediterranea.
E' il riscaldamento stratosferico presente sopra l'Artico la causa dell'anticiclone che genera l'aria freddissima che investe il Nord del mondo.
Tutti segnali inequivocabili d'un sistema climatico entrato in tilt.
Il documento uscito dal Vertice parigino è un rapporto scritto per tutti i governi di tutto il mondo.
Tra i potenti del pianeta, è la voce del presidente Chirac, padrone di casa della Conferenza internazionale, a farsi sentire: "Si avvicina il giorno in cui il riscaldamento del clima sfuggirà a ogni controllo" ormai "siamo alle soglie dell'irreversibile" e per quanto riguarda il clima, dunque "non servono più mezze misure: è ora di rivoluzionare le coscienze, l'economia e l'azione politica".
Da Parigi, sembra sia stato partorito un beffardo memorandum sulle negligenze umane, a cui dovrà seguire, ci si auspica, un altrettanto valido vademecum.
In effetti, il rapporto dell'ONU, redatto attraverso la sua agenzia ICPP (Intergovernamental Panel on Climate Change), non fa che confermare la crescita dei gas serra, in particolare dell'anidride carbonica, l'aumento del livello dei mari e lo scioglimento dei ghiacciai. Sale la temperatura del pianeta di decennio in decennio ed è diventata enorme la produzione di polveri sottili che divora i cieli, specie quelli di Stati Uniti e Cina.
Il riscaldamento del clima sulla Terra durerà "oltre un millennio" e le conseguenze saranno piogge e temporali più intensi, desertificazione, rischi per le popolazioni costiere per l'innalzamento del livello del mare, estinzione di molte specie animali, cambiamenti nei cicli vitali delle piante.
Gli effetti si avvertiranno maggiormente in Africa, Asia meridionale e America latina, ma anche Europa e America settentrionale saranno pesantemente coinvolte.
Se il livello del mare prima saliva di 1,5 mm l'anno adesso varia da 1,8 mm a 3,1 l'anno. Entro la fine del secolo lo scioglimento dei ghiacci farà crescere il livello dei mari di 18-59 centimetri.
"L'Artico si sta sciogliendo troppo velocemente e se questo dovesse sparire il livello del mare sarebbe di 7 metri; nell'area di Shanghai 40 milioni di profughi, attorno a Calcutta 70 milioni. A Manhattan, il monumento ai caduti del Wall Trade Center sarebbe sommerso... Pensate all'impatto che avrebbero 200 mila rifugiati e poi immaginate quello di 100 milioni..." parole tratte da Inconvenienth Truth, il documentario che più di ogni altro è riuscito a dare una prima forte scossa ad un tema così delicato e rovente.
Lo scenario più apocalittico immaginato dagli scienziati disegna un'Europa resa invivibile dal gelo per colpa del venir meno della Corrente del Golfo, il benefico influsso marino proveniente dall'America del sud, che potrebbe essere annullato dai ghiacci della Groenlandia che si sciolgono e finiscono in mare.
Dice lo studioso Michele Colacino del CNR nel corso della trasmissione Dossier di RAI 2. "Alcuni glaciologi e climatologi spiegano l'innesco delle ere glaciali come appunto un processo di questo tipo, col rallentamento della Corrente del Golfo che porterebbe come conseguenza un raffreddamento delle alte latitudini. In tal caso, ci potrebbero essere delle ripercussioni abbastanza gravi su tutto il Nord Europa come pure in Asia, da dove potrebbero scaturire conseguenze talmenti gravi da far pensare a futuri conflitti dovuti alla forte diminuzione della produzione di derrate alimentari".
Mentre i governi discutono sul come evitare i danni del caldo, la vita sulla terra sta cambiando ad un ritmo inusuale. Negli ultimi 20 anni il numero degli uragani è quasi raddoppiato, la malaria si è diffusa anche sopra i 2000 metri di quota come nelle Ande Colombiane, ed è raddoppiato anche, in soli 10 anni, il flusso d'acqua proveniente dai ghiacciai della Groenlandia. Come conseguenza dei cambiamenti climatici, almeno 280 speci di piante e animali hanno modificato il loro comportamento, spostandosi verso le zone più vicine ai poli.
Tuttavia, dice Colacino, non basta occuparsi solo dell'atmosfera ma bisogna tenere conto anche dell'influenza dell'oceano, della sfera dei ghiacci (criosfera), della biosfera e soprattutto dell'attività dell'uomo. Allora è plausibile che questa variazione che stiamo registrando in questi anni, sia determinata da un innesco naturale cui si sovrappone l'effetto dell'attività antropica.
Ora, la questione più impellente da capire è quanto l'abbassamento delle emissioni di gas serra possono davvero correggere la situazione.
Al momento, sembra molto difficile bloccare le emissioni di gas serra. Allo stato attuale il meccanismo con cui si pensa di rallentare le emissioni è tutto riposto nel cosidetto Protocollo di Kyoto. Secondo gli studi, le attività dell'uomo immettono in atmosfera circa 20 MLD di tonnellate di gas serra. La previsione del Protocollo di Kyoto al 2012 è una riduzione del 5 per cento, cioè 19 MLD di tonnellate anzichè 20. Un po' pochino, evidentemente!
Uno dei meccanismi che potrebbero essere sviluppati è quello della segregazione dei gas serra, il quale consiste nel convogliare l'anidride carbonica in depositi che possono essere vecchie miniere, fondo marino, siti deserti... poichè essendo gas più pesanti dell'aria, una volta immessi, non tornano in superficie.
In realtà, il Rapporto è una sintesi di quanto già si sapeva, mentre invece si è dimostrata un'occasione praticamente unica e innovativa l'efficacia mediatica dell'avvenimento, che ha permesso a tanti scienziati provenienti da ogni parte del mondo, di organizzarsi per fare una sintesi di tutta la letteratura sull'argomento.
Quello presentato a Parigi è il primo volume di un rapporto in 4 tempi che è stato redatto con la collaborazione di 3750 studiosi, ed è quello a cui ha partecipato il fisico e oceanografo dell'Enea Vincenzo Artale, uno dei 5 italiani facenti parte del gruppo di scienziati coinvolti nello studio, solo uno delle decine di gruppi impegnati nella sua stesura.
"Il gruppo è relativo al capitolo 5 del Rapporto, dove vengono trattate le osservazioni oceaniche e l'innalzamento del livello dei mari " ha detto in un'intervista televisiva il fisico, aggiungendo che nel IV rapporto è stato evidenziato maggiormente l'osservazione, e un grossissimo contributo è venuto dall'osservazione sinottica globale dei cambiamenti dato dai satelliti, tant'è che i suoi aspetti sono stati quindi valorizzati.
Ma su questo tema così rovente la comunità scientifica è comunque divisa.
Sono in molti a sostenere che ci sono 90 probabilità su cento che l'effetto serra, responsabile del riscaldamento globale, sia legato alle attività umane.
Sono lo stesso in molti a credere che l'aumento della temperatura degli ultimi 15 anni sia indipendente dalle azioni dell'uomo.
La storia del clima ci ricorda che all'inizio dell'anno mille, quando l'effetto serra era un fenomeno sconosciuto, ci fu un periodo ben più caldo di adesso.
In Scandinavia si coltivava la vite e l'ulivo e i vichinghi, guidati da Erik il rosso, colonizzarono la Groenlandia (terra verde). Poi vi fu un'inversione di tendenza.
Nel Rapporto si afferma che il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile. Pur tuttavia, va ricordato, che il clima terrestre è il risultato d'una "serie infinita d'interazioni tra atmosfera, oceani e terraferma cui, oggi, si è aggiunta l'azione dell'uomo" scrive Piero Angela nel suo recente libro "La sfida del secolo". Oltreciò, si possono chiamare in causa "delle piccole modificazioni dell'orbita terrestre e delle minime oscillazione del suo asse", tutti fenomeni che farebbero aumentare o diminuire la forza dei raggi solari in arrivo, innescando in tal modo il cambiamento.
Noi si conosce un po' meglio la cosidetta Piccola era glaciale, periodo particolarmente freddo che va dalla fine del Medioevo a metà dell'ottocento. Molti studiosi sostengono che la Piccola era glaciale sia stata causata da cicli solari particolarmente deboli o anche da attività vulcaniche molto intense, con lancio di particelle microscopiche ( polveri e aerosol) nelle parti alte dell'atmosfera, che intercettano la luce solare, riducendone i raggi che arrivano al suolo.
Anche il Tamigi tra la fine del 1500 e il 1800 gelava spesso d'inverno.
Dice in controtendenza lo scrittore e saggista Mauro Della Porta Raffo, il quale non nega assolutamente che l'uomo sia esente da colpe ma basterebbe guardare alla storia del nostro pianeta, che è un pianeta vivente non un pianeta morto, per rendersi conto che i cambiamenti climatici, di estrema importanza e di larghissima entità si sono sempre verificati. "Abbiamo avuto dei periodi caldi molto accentuati, ad esempio a cavallo tra il 900 e 1200, quando le temperature erano molto più alte di quelle attuali. Abbiamo avuto dei periodi di glaciazione successivi alla Piccola era glaciale fino al 1850, abbiamo, a partire dal 1850 un nuovo periodo caldo."
Il Sahara fino al 5000 a.C. era pieno di vegetazione poi è intervenuto inspiegabilmente un processo di desertificazione, ora è un deserto.
Ora... che si dica che tutto è colpa dell'uomo è dovuto principalmente alla necessità che c'è da parte dei media, di trovare una via d'uscita, mentre invece quello a cui, in qualche modo, dobbiamo rassegnarci, è il fatto che la Terra vive e che si esprime anche attraverso continui mutamenti climatici.
La comunità scientifica è sicuramente d'accordo sul fatto che attualmente vi sia in atto una modifica e una variazione del clima. Meno d'accordo lo è invece sulle conseguenze, poichè i modelli climatici sono molto complicati, in quanto il clima è un argomento complesso,
C'è quindi chi sostiene che gli attuali modelli climatici usati per fare le previsioni, non potranno dare risultati credibili, perchè non possono prevedere come varieranno due fattori molto importanti per il clima: i cicli delle macchie solari e l'attività vulcanica. Altri scienziati fanno notare che l'effetto serra è causato per il 95 per cento dal vapore acqueo atmosferico, lasciando il restante 5 per cento agli altri gas (anidride carbonica, metano, ossidi di azoto...). Ma sono anche altre le ipotesi che circolano. Uno degli argomenti più dibattuti muove obiezioni che riguardano il ruolo del sole, dei vulcani e del vapore acqueo.
Si può allora ipotizzare una concomitanza di fenomeni, l'inizio di una nuova era calda e il riscaldamento dovuto dalle attività dell'uomo.
Sono fenomeni lentissimi, con tempi che vanno dai 20 mila ai 100 mila anni, e forse sono state queste variazioni a scatenare le ere glaciali o a interromperle. Nel corso dei millenni i ghiacciai sulle Alpi sono andati e tornati altre volte.
In conclusione, se le condizioni climatiche non dovessero migliorare e l'impegno dell'uomo risultasse vano, quello che attenderebbe il genere umano, è certamente scritto nell'Apocalisse: le vittime dei cambiamenti climatici salirebbero a 300 mila l'anno e nell'estate del 2050 il Mar Glaciale Artico potrebbe essere completamente privo di ghiaccio. Una volta sciolte le calotte polari il livello dei mari aumenterebbe di 7 metri devastando le zone costiere di tutto il mondo, facendo scomparire dalla faccia della Terra più di un milione di specie animali e vegetali tuttora viventi.
A Cambridge un noto astrofisico scommette addirittura sulla fine del mondo: al 50 per cento l'ora X è nel 2100.
Ascolta Marco, anch'io non ho tempo ne voglia di continuare su questo argomento, anche perchè, oltre che ho un sacco di cose da fare, è un argomento che sta diventando un circolo vizioso da cui poi deriva solo confusione. Perchè una cosa è certa: siamo un po' tutti confusi di tutto quello che si dice del riscaldamento globale e il voler trovare, in un gigantesco tourbillon di dati, la sola colpevolezza derivante dalle attività umane... beh, mi fa pensare!
Ti ripeto, io stesso in alcuni post ho attribuito all'uomo le sue nefandezze ma di dargli esclusivamente addosso per magari dare ragione a coloro che su questa materia ci hanno in gioco grossi interessi... non me la sento, perchè seguo il mio intuito, che mi dice che sotto questa accusa planetaria che coinvolge la buona fede di 3mila e passa scienziati (qualcuno in malafede forse c'è)... c'è qualcosa che non mi è chiaro. Io poi Marco, non sono uno scienziato ne tantomeno un vero professore (lo sono virtuale, €chos è nato prima del blog per altre ragioni!!!) ma uno a cui piace scrivere tutte quelle cose che da ragazzo cercavo nei libri (avventure, scoperte scientifiche, popoli primitivi, usanze, costumi, futuro, energia...) ma non trovavo.
Difatti, anche se il nome del blog è impegnativo, oggi me lo tengo ma €chos (che in effetti è difficile pronunciare perchè € come la pronunci ? e poi con ch... si leggerebbe ecios, sempre se le € la identifichi con la e....) si occupa pure di altri argomenti, forse più interessanti, anche perchè sono stanco di dire sempre le stesse cose che trovi dappertutto... Può darsi che presto in un post riprenderò l'argomento o chiuderò il blog... ma se t'interessa tanto questo argomento vai a visitare http://ecoalfabeta.blogosfere.it
poichè riesce a trattarlo con dovizia di particolari, e poi è un vero professore.
a risentirci Marco, se vuoi, ma sappi che io resto convinto del fatto mio, anche se non c'è molta gente, per ora, ad avvalorare le mie ipotesi. D'altronde gli strumenti di ricerca e la tecnologia sono in mano di multinazionali, università, centri di ricerca... grandi lobbies che fanno e disfanno a loro piacimento.
;€
Ho letto il libro del sunnominato Cascioli - e l'ho buttato nel cestino. E' una fetecchia sconvolgente, con citazioni al massimo di articoli di giornali, pettegolezzi e falsità sesquipedali; non cita un articolo scientifico neanche per sbaglio. Al suo confronto il libro di Lomborg "L'ambientalista scettico" (che, ricordo, è stato stigmatizzato da tutta la comunità scientifica internazionale) è la Bibbia. Se Cascioli è il tuo punto di riferimento, credo che tu debba togliere Echos dal nome del tuo blog...
Non ho né il tempo né la voglia di ribattere a tutte le gigantesche stronzate che dice il tipo di cui sopra, anche nelle cose minime (tipo la messa al bando del DDT, falsità immensa). Ma, ripeto, se ci credi sono fatti tuoi.
Marco
@Marco... forse mi hai frainteso sull'intuito. In poche parole le grandi idee, invenzioni avvengono soprattutto grazie all'intuito, alle cognizioni scientifiche -come nel nostro caso- ma anche dalla elementarità dell'invenzione che ne deriva... Comunque, intanto, leggiti questo, poi se neanche ciò ti soddisfa... vedremo cosa si può fare.
http://www.toscanaoggi.it/a_notiziabase.asp?IDNotizia=7751&IDCategoria=205
saluti
;-€
Può anche darsi che il tuo intuito sia il migliore del pianeta, ma io mi fido di più del parere di tutta, e dico tutta, la comunità di climatologi che hanno redatto i rapporti che periodicamente escono per denunciare l'inattività del pianeta. L'elenco sarebbe troppo lungo, e allora andiamo dall'altra parte, per così dire. Se riesci a fare una lista di almeno 10-15 climatologi seri (cioè che lo fanno di lavoro, e hanno pubblicato recentemente su riviste scientifiche quello che pensano) allora comincio a pensare che ci possa essere qualche ragione per opporsi alla spiegazione antropogenica. E tieni presente che dall'altra parte coloro che hanno lavorato al quarto rapporto dell'IPCC sono centinaia e centinaia. Me ne bastano 10-15. Aggiungo una cosa. Le voci contrarie al quarto rapporto sono di coloro che dicono che è troppo ottimista, non catastrofista. Che poi la Terra disperda nello spazio le emissioni inquinanti... mi spieghi come fa? Visto che l'atmosfera la racchiude tutta, e che quello che si disperde è a malapena un po' di idrogeno? Per quanto riguarda poi meteolive, l'articolo che hai postato è interessante, ma altri (che ora non trovo, mi spiace) si segnalano per la superficialità e la scorrettezza dell'informazione per quanto riguarda il riscaldamento globale. Diciamo che come fonte lascia un po' a desiderare.
Marco
Ti sembrerà strano Marco, sebbene io abbia sempre creduto nella Scienza (pensa più di vent'anni fa ci ho scritto anche un'opera teatrale), sono del parere che più che la Scienza è l'intuito ciò che riesce a far muovere le montagne. Io, per una sorta di motore interno che mi sprona a vivere seguo il mio intuito, tenendo conto, oltre a tante, e sottolineo tante voci che sono di parere diverso da quanto è emerso dall'ultimo rapporto dell'ICPP,
anche d'un semplice ragionamento fin quasi troppo elementare che non so' come possa essere percepito da una mente scientifica. E cioè: il nostro pianeta vaga nello spazio e vive nello spazio e in questa vastità cosmica esso disperde, come ha sempre fatto, buona parte delle emissioni inquinanti... Credo che il contributo dell'uomo ci sia, ci mancherebbe, però non è così rilevante.
Come la penso credo siano in molti, anche gente che ha cultura, ma soprattutto un cervello ben funzionante, anche se non è uno scienziato. A tal proposito, quì puoi leggere un articolo interessante: http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=19978
Adesso scusa, ma torno nello studio del castello!!!
saluti
;-€
Hai detto molte cose interessanti, ma anche alcune inesattezze. Se non ti offendi ti chiederei di dare un'occhiata a un blog che prende in esame tutte le obiezioni alla causa antropogenica del riscaldamento globale; il blog è realclimate, e se cerchi bene trovi che il medioevo caldo e la piccola età glaciale non sono fenomeni globali, ma locali, e sono avvenuti praticamente solo nell'emisfero nord. Ti chiederei inoltre, quando dici che molti non sono d'accordo, di fare qualche nome: ti accorgerai che coloro che si oppongono al "consenso" sulle cause umane sono quasi tutti pagati dalle industrie o non sono del tutto climatologi o fisici dell'atmosfera.
Riassumendo, al contrario di quello che dicono i giornali, la comunità scientifica non è affatto divisa.
Marco
@Luca Be', il bello d'Internet è che ognuno, con un minimo consentito di sale in zucca, possa esprimere e parlare in ciò in cui crede... anche se va controcorrente. Per quanto mi riguarda, non sono il solo ad avere qualche dubbio su questo allarmismo ambientale. vedi effedieffe, ad esempio...
cari saluti
;€
Su effedieffe c'è un nuovo post sull'aumento di temperatura mondiale.
l'articolo si intitola "Si riscaldano anche Marte, Giove e Plutone"
Come le volta scorsa sostiene che si tratti di un qualcosa di interplanetario, questa volta sotiene (ovviamente riportando pareri di scienziati) che sia a causa dell'ingresso del sistema solare in una nube interstellare.
Come la volta scorsa non condivido le sue conclusioni finali volte semplicemente a continuare a sfruttare le risorse, però la notizia merita =)
Saluti
alle 13:54
Loris Magenta Ilgibbone
mauro della porta raffo è un venduto colossale, riesce ad ottenere la tanto agognata visibilità solo prendendo posizioni estreme (pena di morte, riscaldamento globale)... quindi eviterei di citarlo.