Notizie da un pianeta malato
Sì, stavolta sembra che il passo intrapreso sia quello giusto!
Se uomini e aziende di buona volontà si prodigano con maggior frequenza e con più convinzione nella difficile ma non impossibile impresa di aspirare a vivere in un mondo più sano e pulito, non può che renderci felici.
Così se uomini ricchi e straricchi di fama e successo quali Bill Gates, sir Richard Branson, Al Gore, Bill Clinton sono entrati attivamente e "concretamente" nel drammatico tema ambientale e sanitario del nostro tempo, altri, sempre di grande prestigio, anche intellettuale, ne entrano ora.
E con idee ingegnose e vincenti, il cui scopo è quello di fare calare le emissioni inquinanti, il percorso da fare sarà meno gravoso del previsto.
E questo non può che farci piacere!
Ieri l'altro, a Modena, Jeremy Rifkin, economista e filosofo statunitense che auspica, in futuro, un generatore a idrogeno per ogni casa, ha presentato, installata all'interno del Laboratorio di Domotica di ProMo, una cella a idrogeno, tuttora in fase sperimentale, in cui l'idrogeno verrà estratto a partire dalle energie rinnovabili e distribuito tramite una rete, applicando lo stesso principio che vale per Internet.
Nel progetto di Rifkin, come la rete web cataloga le informazioni per poi divulgarle, così la cella a idrogeno dovrà stoccare e conservare energia, per poi metterla in una rete energetica, decentrata e intelligente, a disposizione degli utenti.
Secondo Rifkin, considerato un grande esperto di energie rinnovabili, "l'idrogeno rappresentera' la terza rivoluzione industriale, dopo quelle legate al carbone e al petrolio".
Probabilmente è così! Tuttavia realizzare oggi un generatore a idrogeno concepito in tal maniera è più un'utopia che un progetto concreto.
Ma nuovi giganti stanno entrando nel tema ambientale, facendolo diventare anche un business assai utile per l'immediato futuro.
Come ha fatto Google, nel suo quartier generale di Mountain View, destinato a diventare uno dei più grandi impianti funzionanti ad energia solare del mondo, risparmiando a loro e al mondo milioni di tonnellate di emissioni inquinanti, e con la possibilità di rivendere un eventuale surplus di energia alla Compagnia elettrica PGE (Pacific Gas and Electric company ).
Ma pure come stanno facendo gli uomini Cisco , uno dei giganti della Rete: loro sì, conti alla mano, hanno avuto la brillante idea sul come combattere l'effetto serra, il che gli permetterà di prendere, tra l'altro, 2 piccioni con una fava.
Eh sì, poichè avendo messo a punto un "innovativo oggetto", assai importante per il mondo della comunicazione, riusciranno a creare un business attorno a questo oggetto e nel contempo a diminuire il loro impatto ambientale, gravato soprattutto dai frequenti e lunghi viaggi in aereo da una parte all'altra del globo.
Ciò consentirà a Cisco una sostanziosa riduzione dei gas serra, emessi dalla combustione del kerosene degli aerei, che il suo personale non produrrà, dal momento in cui verrà utilizzato l'oggetto in questione...
Praticamente una stanza, con al suo interno un grande tavolo, sedie comode e una buona illuminazione.
Una sala per Telepresenze, questo è il nome dell'oggetto che andrà a sostituire la teleconferenza.
La visione su tre schermi da 65 pollici ad alta definizione applicati al tavolo, fa vedere gli altri, in collegamento diretto, con immagini nitidissime, primi piano da spavento, sonoro eccezionale, tanto da far sembrare quelli che stai vedendo come se fossero proprio davanti a te, trasportandoti completamente dall'altra parte del mondo con cui sei in Telepresenza.
Tuttavia, questa "stanza", trattandosi di un evoluto macchinario, costa ben 300 mila dollari, anche se ne è prevista una versione "più economica ".
Con questo innovativo progetto, la teleconferenza acquisterà più praticabilità, poichè sono molte le multinazionali che fanno viaggiare i propri manager e dipendenti nel mondo.
Secondo gli esperti, questa tecnologia consente di recepire meglio il messaggio espresso attraverso il body language, cioè l'espressione, la comunicazione delle emozioni, da cui proviene il 64% della comunicazione.
Restando in sala si può parlare con altri vedendoli a grandezza naturale, notare così meglio l'espressione del loro sguardo, il movimento delle mani, la postura assunta... ma la cosa più importante, per quanto riguarda Cisco, è che a forza di far viaggiare il personale per il mondo, ha contribuito a immettere in atmosfera 730 mila tonnellate di anidride carbonica, metà della quale proviene dai viaggi aerei.
Nel 2007 con l'apertura di 100 sale per teleconferenza, Cisco ridurrà del 20% il proprio contributo nella formazione di gas serra.
Oltre Cisco e Google, ci sono poi tanti piccoli e grandi Leonardo, scienziati e studiosi che credono nella tecnologia.
Anche costoro si auspicano di trovare quanto prima il mezzo più valido per frenare l'anidride carbonica che soffoca il pianeta.
Alcuni, anche importanti, si affidano all’ingegneria planetaria, come James Lovelock, padre della teoria Gaia ma anche il nobel per la Chimica Paul Creutzen, i quali sostengono che "sparando due milioni di tonnellate di biossido di zolfo ogni anno nella stratosfera, per mezzo dell’artiglieria o rilasciandola tramite gli aereoplani" si potrebbe raffreddare il pianeta.
O chi, come John Latham del National Center for Atmospheric Research del Colorado di "aumentare la coltre di nubi per mezzo di enormi frullini (rigorosamente alimentati con energia eolica) piazzati lungo gli oceani, così da formare un continuo aerosol di acqua salata che favorirebbe la formazione delle nuvole".
Potrebbe essere interessante anche rilasciare miliardi di palloncini argentati in grado di formare una sorta di enorme schermo riflettente così da rispedire indietro i raggi uv. Questa è un'idea di Lowell Wood, del Lawrence Livermore Laboratory della California.
Altri progetti puntano alla fissazione dell’anidride carbonica, come fontane che spruzzano idrossido di calcio. Questo sale nebulizzato in atmosfera, reagendo con l’anidride carbonica formerebbe carbonato di calcio che precipita poi sul fondo. Idea di Hans Ziock un geologo di Los Alamos .
Mentre invece l’oceanografo inglese Andrew Watson, pensa di sfruttare le grandi masse oceaniche come substrato di lavoro. Basterebbe far spargere dalle navi i sali di ferro, capaci di stimolare la crescita algale e sfruttare quindi le capacità naturali delle alghe di fissare l’anidride carbonica.
Progetti, idee, invenzioni, talune serie e concrete, alcune utopistiche, altre irrealizzabili, che rivelano l'impegno di un gruppo di uomini in cerca di maniere più efficaci, che possano abbattere drasticamente la presenza di anidride carbonica che avvolge sempre di più il nostro Pianeta.
FONTE: www.repubblica.it - www.greenreport.it- www.portalino.it - www.vglobale.it
alle 11:13
Sarra Lucio
Quante belle parole leggo a proposito di energia pulita ma perchè non mi indicate qualche indirizzo a cui sottoporre il mio progetto valido per quanto sud=
detto?Grazie Sarra Lucio