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Termovalorizzatore e pirolisi

Luciano Vecchi avatar Venerdì 13 Ottobre 2006, 05:07 in Energia di Luciano Vecchi

Il termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti provenienti da un accurato processo di raccolta differenziata. E' cioè un inceneritore che usa il calore prodotto per generare energia.

Tuttavia, pur essendo meno inquinanti degli obsoleti inceneritori, i termovalorizzatori non riescono ad eliminare la diossina, tossica e cancerogena, presente nei fumi di scarico. Inoltre, studi sul particolato e sulle nanopolveri ne mettono seriamente in dubbio la compatibilità ambientale. E proprio  per i dubbi sulla loro tossicità, i termovalorizzatori sono poco diffusi e molto osteggiati dalla popolazione.

Ma ora, forse, si è trovato il modo di smaltire i rifiuti urbani, con un impatto ambientale minimo, producendo eco-energia.

In Italia è l'Enea ad aprire questa prospettiva, già sperimentata in Germania e in Islanda.

In futuro, la tecnica che trasformerà la maggior parte dei rifiuti in energia termica ed elettrica e che sostituirà gli inceneritori si chiama "pirolisi ".

La pirolisi (ne ha parlato anche Ecoblog , qualche tempo fa) è un processo di degradazione termica in assenza di ossigeno. E' una tecnica che, con particolari accorgimenti tecnici, l'utilizzo di uno speciale tipo di forno (kiln), la dissociazione molecolare tra 400 e 800°C  (contro i 1300 °C degli inceneritori), può raggiungere performances ottimali, quali la totale assenza di diossine e furani (composti tossicologicamente simili), oltre ai fumi con le polveri. È un processo endotermico (per spezzare i legami tra gli atomi dei reagenti occorre fornire energia) e può essere regolato, cioè abbassato o aumentato. È particolarmente indicata proprio in presenza di materiali assai diversi fra di loro. Può operare con a monte la raccolta differenziata, ma anche senza.

Inoltre, la pirolisi potrà trattare la frazione umida insieme con la frazione secca del rifiuto, con ottimi risultati che possono toccare punte del 90% di produzione di gas e 10% di residuo inerte in discarica, contro circa il 50% dei termovalorizzatori.

Della nuova tecnica ne ha parlato all'ANSA, Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea: "In questo modo si consente la minimizzazione dell'impatto ambientale, vale a dire, un minor numero e minore uso delle discariche, che e' tra i primi obiettivi ambientali nella gestione rifiuti in Italia. Inquinanti quali i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio diminuiscono fino alla meta' mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Se poi, prosegue il ricercatore dell'Enea, un tale sistema venisse accoppiato con una tecnologia ad alta efficienza, quali le celle a combustibile ad alta temperatura che possono sfruttare in maniera ottimale il syn-gas prodotto, questa potrebbe rappresentare la soluzione tecnologica ottimale al problema dei rifiuti, dal punto di vista ambientale, energetico, sociale ed economico''.

  

28
28 commenti
28
18 Nov 2010
alle 17:49

Giorgio De Luca

Mi sono laureato in Ingegneria navale nell'ottobre 2009. La mia tesi è stata "Studio di fattibilità di una nave per la termovalorizzazione di combustibile derivato dai rifiuti (CDR). Si capisce che un termovalorizzatore installato a bordo di una nave che staziona in mare collegata a terra con cavi elettrici per l'immissione in rete dell'energia prodotta, potrebbe risolvere anche il problema dell'impatto ambientale. Inoltre il sistema potrebbe essere utilizzato "a domicilio" per zone che ne sono sprovviste. Cordiali Saluti.

                                  Giorgio De Luca 

 

27
11 Mag 2010
alle 13:26

pinco

Nessun punto critico. 

La tecnologia è ormai consolidata.

pyromex.it

 

26
13 Mar 2010
alle 20:07

LILLY

 vorrei convincere sensibilizzare i miei concittadini a scegliere il male minore per smaltire i rifiuti che produciamo .

25
07 Ott 2009
alle 19:59

Paolo

per Raimondo.

QUALI?

24
27 Set 2009
alle 02:06

raimondo

gli industriali non sono propensi ad investire nel settore della

pirolisi bruciare è più semplice . il processo di funzionamento

di un reattore di pirolisi ha diversi punti critici.

23
14 Lug 2009
alle 18:48

Giulio

Per giuseppe dellavall forlì,

ciao sono giulio ho preso per mano questo interessante problema e mi piacerebbe confrontarmi, purtroppo con e mail, di questo meraviglioso e dinamico pirolisi.

la mia e-mail è mancagiulio@tiscali.it possiamo scambiarci informazioni molto utili anche per futuri lavori. ciao a presto.

22
16 Apr 2009
alle 19:59

giuseppedellavalle

Con la pirolizzazione si riduce anche la MASSA solida dei rifiuti, risparmiando sui trasporti. Purtroppo la legislazione e la burocrazia italiana NON permattono il riutilizzo di quanto recuperato ( olio e nerofumo)che possono essere solo bruciati nell'impianto generando energia.

Sono nel campo dal 1979 e i risultati ottenuti sono notevoli.

giuseppe dellavall forli

21
02 Apr 2008
alle 12:07

Eco-vero

in effetti l'osservazione di Italo è esatta.. durante il processo di gassificazione diossine e furani vengono praticamente eliminati.

http://www.eco-vero.com/public/trackback.php?y=08&m=03&entry=entry080331-150206

 

20
17 Feb 2008
alle 20:51

L.V.

La ringrazio del suo chiaro e onesto contributo Italo A.

Saluti

Luciano  ;-€ 

19
17 Feb 2008
alle 10:17

Italo A.

Quello che è stato descritto nell'articolo, anzichè impianto di pirolisi, penso che si possa meglio descrivere come gassificatore.  Ai vari profeti di sventura, "nanopatologi" e catastrofisti che hanno scritto prima vorrei far osservare che un GASSIFICATORE, di per sè non emette NIENTE in atmosfera.  I rifiuti vengono trasformati, tramite combustione parziale in presenza di acqua, in gas combustibile.  Questo gas può essere a sua volta bruciato in una centrale termoelettrica (producendo più o meno lo stesso inquinamento di una centrale a metano), riprocessato per ottenere idrogeno, o trasformato in carburante liquido.

18
06 Feb 2008
alle 13:17

angelo

Io rifletterei piuttosto sul rischio tumori e malattie che deriva da tutto ciò che di solito non ci aspettiamo. E' vero, le nanopolveri possono portare a malattie gravi. Ma mi chiedo anche quale sia, in percentuale, il rischio di tumori derivato dal bere quotidianamente acqua che magari viene da sorgenti "visitate" dalla nube di Chernobil, che passa attraverso chissà quali tubature; mangiare quotidianamente cibo trattato, verdure con residui "trascurabili" di antiparassitari tossici al loro interno... mangia oggi, mangia domani...

E poi: chi vive in città anche piccole, non è forse costretto, tutti i giorni, a respirare aria non propriamente sana, anche se lo smog "non si vede", non si manifestain forma di nebbia?

Una volta messi a confronto tali dati, tali percentuali di rischio, solo allora si potranno giudicare con intelligenza i vantaggi/svantaggi di eventuali impianti a pirolisi.

Ci pensate? Ogni città avrebbe la propria "riserva energetica", che abbiamo pazientemente accumulato in anni e anni di miopia ambientale... 

17
30 Gen 2008
alle 13:40

roberto

A proposito di.... "se non volete la pirolisi non producete immondizia.."

credo che sia troppo semplicistico dire non fate rifiuti, altra cosa però è capire perchè "io" debba cibarmi dei prodotti della combustione derivanti dai rifiuti altrui; o perchè sempre io (inteso come territorio) debba produrre l'energia elettrica per tutta la nazione o quasi e cibarmi dei prodotti della combustione derivanti.

A questo punto forse è meglio dire che ogni città,  si smaltisca la sua immondizia e si  produca la sua energia elettrica, senza che si sfrutti ulteriormente un territorio già penalizzato  per affogarlo totalmente in barba alla popolazione residente.

 

16
19 Gen 2008
alle 11:08

Andrea

Vorrei inoltre ricordare ci sono enormi spazi per sfruttare l'energia fotovoltaica; basta dare un occhiata alle zone industriali delle ns. città dove ci sono migliaia di capannoni che hanno già le superfici dei tetti pronte ad accogliere i pannelli. Perchè lo stato (che non è grado di fare fronte al proprio fabbisogno energeico) non si fa carico di installare questi impianti in tali aree?? se ad un imprenditore gli offri qualche incentivo e la luce gratis perchè dovrebbe rifiutarsi?!!

15
19 Gen 2008
alle 10:54

andrea

i bio gas si possono produrre senza pirolisi grazie ai bio digestori, utilizzando rifiuti organi e liquami animali: si può realisticamente cominciare a produrre biodiesel grazie agli oli vegetali di scarto e alla possibilità di mettere a regime coltivazioni di painte ormai abbandonate ed ecocopmatibili con il territorio (canapa); si può, almeno per le utenze private, incentivare fortemente il fotovoltaico; Si può comunque estrarre dalle discariche esistenti un enorme quanbtità di metano; vogliamo per piacere sommare tutte queste cose e parlare di sviluppo eco sostenibile? ho purtroppo l'impressione che per estrarre petrolio e speculare i possano superare difficoltà inimmaginabili mentre per garantirci un futuro cia sia veramente poca speranza visto che per ottenere energia oulita sembra che ogni scusa sia buona per non reallizzare nulla

14
17 Gen 2008
alle 23:02

Marco

Non volete la pirolosi o la termovalorizzazione?

Non producete rifiuti. Semplice.

Perchè i rifiuti devono essere smaltiti. Napoli docet. Allora o li si da in pasto alla camorra oppure li si sotterra. Ma la crescente urbanizzazione del pianeta contrasta con questo.

Allora cosa si fa? Si butta il sacchetto della spazzatura dietro? Dove le mucche pascolano?? o vengono prodotti gli ortaggi?? Magari con il rischio di averli infetti?

Eh e riguardo alle nanoparticelle, quale sarebbe il rischio di mutazione genetica che porta ad un tumore terminale? il 25%,  il 10% o l'1%? Nel primo caso, sarebbe seriamente rischioso, nel secondo caso l'incidenza sarebbe risibile, nel terzo ininfluente.

Non ci si lamenti se poi il prezzio del petrolio aumenta 

 

13
16 Gen 2008
alle 09:34

roberto

Vorrei capire se, in un territorio dove da sessant'anni sono presenti centrali termoelettriche ad olio combustibile tra le più grosse in Europa, sia congeniale e privo di rischi per la salute procedere all'istallazione di un impianto a pirolisi per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Voglio far presente che è quasi ultimata la trasformazione a carbone della centrale e, stando alle intenzioni del comune, l'impianto a pirolisi dovrebbe soddisfare le necessità di smaltimento rifiuti di quasi tutta la regione (forse anche di Roma).

grazie 

12
16 Gen 2008
alle 09:32

roberto

Vorrei capire se, in un territorio dove da sessant'anni sono presenti centrali termoelettriche ad olio combustibile tra le più grosse in Europa, sia congeniale e privo di rischi per la salute procedere all'istallazione di un impianto a pirolisi per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Voglio far presente che è quasi ultimata la trasformazione a carbone della centrale e, stando alle intenzioni del comune, l'impianto a pirolisi dovrebbe soddisfare le necessità di smaltimento rifiuti di quasi tutta la regione (forse anche di Roma).

grazie 

11
13 Gen 2008
alle 20:00

giancarlo

vogliono costruire un impianto di pirolisi nella mia città,e seguendo le discusioni in merito all'efficacia di tale impianto,mi sembra di aver capito che le polveri sottili sono il tallone di achille,cosi mi domandavo se gia esiste o se è allo studio un sistema per bloccare tali polveri.

p.s. nella mia citta esistono gia una centra a ciclo combinato e si sta trasformando a carbone una gia esistente. GRAZIE

10
07 Gen 2008
alle 15:20

Cristina

@L.V.

La ringrazio moltissimo per la sua gentile risposta.
Seguirò con attenzione i dibattiti ai consigli comunali del mio Paese per cercare di
capire le intenzioni del gruppo attualmente al potere e per 
verificare la loro posizione al riguardo, anche se mi pare che sia già purtroppo piuttosto chiara. 

Nulla vieta di tentare di far qualcosa per ovviare a questa 
decisione. 

Cari saluti,

Cristina 

9
07 Gen 2008
alle 15:19

Cristina

@L.V.

La ringrazio moltissimo per la sua gentile risposta.
Seguirò con attenzione i dibattiti ai consigli comunali del mio Paese per cercare di
capire le intenzioni del gruppo attualmente al potere e per 
verificare la loro posizione al riguardo, anche se mi pare che sia già purtroppo piuttosto chiara. 

Nulla vieta di tentare di far qualcosa per ovviare a questa 
decisione. 

Cari saluti,

Cristina 

8
07 Gen 2008
alle 15:18

Cristina

@L.V.

La ringrazio moltissimo per la sua gentile risposta.
Seguirò con attenzione i dibattiti ai consigli comunali del mio Paese per cercare di
capire le intenzioni del gruppo attualmente al potere e per 
verificare la loro posizione al riguardo, anche se mi pare che sia già purtroppo piuttosto chiara. 

Nulla vieta di tentare di far qualcosa per ovviare a questa 
decisione. 

Cari saluti,

Cristina 

7
21 Dic 2007
alle 10:18

L.V.

@Cristina - Il male peggiore, come si dice nel post, è un sistema di pirolisi, e tutti gli inceneritori obsoleti che creano danni alla salute: le particelle sospese sono così infinitesimali che qualche disturbo alla lunga lo creano. Il discorso è molto serio, e andrebbe affrontato una volte per tutte, politicamente e scientificamente, perchè quello che dice il dott. Montanari e sua moglie(commento 3) le nanoparticelle, presenti ovunque nell'aria, non sono affatto salutari... 

Cari saluti  ;-€ 

 

6
20 Dic 2007
alle 11:19

Cristina

Buongiorno a tutti,
parlo da profana in quanto mi sto avvicinando solo ora all'argomento.. 

Dunque.. i termovalorizzatori emettono diossina nell'aria.
La pirolisi disperde nell'aria polveri sottili che vanno a modificare
addirittura geneticamente le nostre cellule.

A questo punto, siccome nel comune vicino al mio vogliono costruire
un termovalorizzatore, ma c'è anche nell'aria la creazione 
di un sistema di pirolisi, secondo voi qual è il male peggiore?

Perchè mi sta bene che la pirolisi venga identificata come vantaggiosa
per lo smaltimento dei rifiuti, ma è poi così vantaggiosa dal punto 
di vista della salute? 

Cosa ne pensate?

Grazie
Cristina 

5
07 Nov 2007
alle 15:12

florence toschi

Questa tecnologia detta "pirolisi" è stata pubblicata su www.ecquologia.it ad opera dei due protagonisti  Mario Lupi e Fabio Roggiolani ( consiglieri regionali dei Verdi  Toscana )che si sono recati  personalmente in Islanda ed hanno dimostrato il vantaggio dello smaltimento dei rifiuti rispetto ad un termovalorizzatore. Grazie a loro che questa tecnologia si è conosciuta in Italia. Ora si aspettano le lobby a che rinuncino ai tradizionali termovalorizzatori.

4
02 Nov 2007
alle 21:37

dario

nella mia città stanno discutendo sulla possibilità di usare il processo detto "pirolisi" per lo smaltimento dei rifiuti. Volevo sapere, se possibile, quanto inquinante sia questo processo, tenndo conto che, nella mia città, operano già una centrale a carbone ed un porto tra i più grandi d'europa.

3
16 Feb 2007
alle 17:26

L.V.

@andrea - Penso che probabilmente è vero. I pm2 e pm1 sono assai più penetranti e possono quindi ledere la salute.

Secondo gli studi del dott. Montanari e di sua moglie le "nanoparticelle hanno la possibilità di entrare nelle cellule e addirittura arrivare al nucleo creando diversi disturbi tra i quali le mutazioni del DNA, ma la cosa più sconvolgente è stato osservare che dette particelle sono sempre presenti nei tumori".

Qualcosa in merito è scritto su ESI, cioè su
http://echosisteminstitute.blogspot.com/2006/03/nanopatologie.html

buon week end
;-€

2
16 Feb 2007
alle 14:55

andrea

Lunedì 12 febbraio 2007 sono andato ad un incontro sulle nanopatologie del Dott Stefano Montanari e ad questo incontro e stato ribadito più volte che la pirolisi crea "inquinamento irreversibile "in quanto tutto ciò che brucia, provoca nanopolveri ( pm 2.5, pm 0.1). cosa ne pensa ?

1
15 Dic 2006
alle 11:03

montrucchio pier paolo

Lo smaltimento nazionale dei rifiuti potrebbe essere superato non concentrando ma decentrando in ogni comune o provincia lo smaltimento attraverso l'installazione di un impianto di pirolisi. Si avrebbero due vantaggi, il primo la non concentrazione di grandi quantità di sostanze inquinanti in un solo territorio, bensì piccole quantità in tutto il territorio nazionale molto più gestibili dal punto di vista dell'inquinamento. Il secondo l'eliminazione del problema di dove installare le discariche o i termovalorizzatori applicando il principio che ognuno smaltisce a casa prorpia quello che produce.

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