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Mag 0631

Quell'oscuro rigassificatore

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 00:01 in Energia


In Italia se ne prevedono 4, ma fanno molto discutere.

Stiamo parlando di rigassificatori, che l'emergenza gas dello scorso inverno, mettendo a nudo ancora una volta la fragilità energetica del nostro Paese, ne ha rilanciato il possibile utilizzo.

Il gas attualmente arriva in Italia da Algeria, Libia, Olanda, Norvegia e soprattutto dalla Russia, da cui se ne preleva il 30% del fabbisogno complessivo (di gas).

Si sta però vagliando la possibilità di acquistarlo liquido (non allo stato gassoso) da altri Paesi, di modo che lo si possa far arrivare via nave e sottrarsi al timore che possano essere altri, per una qualsiasi ragione, a chiudere i rubinetti.

Si riapre quindi la corsa ai rigassificatori

Al momento in Italia è attivo un solo impianto, quello di Panigaglia (La Spezia), di proprietà dell'Eni. Un altro rigassificatore è in costruzione al largo di Rovigo e altri due, già approvati, quelli di Livorno e di Brindisi, sono in balia dell'effetto Nimby (Not in my backyard, non vicino a casa mia).

L'ENI, probabilmente intimorita  dalle contestazioni locali (impatto ambientale, timore di esplosioni catastrofiche, incertezze sui tempi a causa delle difficoltà ad ottenere le autorizzazioni...), e considerando non economico il gas liquefatto, pare stia puntando sui gasdotti.

Ma le strategie sono diverse e tra queste rientra pure il rigassificatore.

Proprio l'ENI, nel settore della liquefazione del gas naturale, partecipa in Nigeria con due joint-ventures: la Nigerian LNG (NLNG) e la Brass LNG (BLNG), mentre in Egitto ha disponibilità all'impianto di liquefazione del gas naturale di Damietta.

Per servirsi, quindi, di questa soluzione, bisognerebbe riportare il gas allo stato aeriforme, usando, appunto, un impianto rigassificatore.

Realizzando grandi "frigoriferi" nelle vicinanze dei giacimenti, il gas naturale estratto lo si porta ad uno stato liquido a 162 gradi sottozero.

Dopodichè lo si carica su navi metaniere: sono più resistenti e più ecologiche delle petroliere. Vanno a metano, e usano parte del gas trasportato, che si rigassifica naturalmente.

Rigassificatore_2 Una volta giunta a destinazione, dalla nave il metano liquido passa in due serbatoi in acciaio, dove viene poi fatto passare in una condotta subacquea, che scaldata dal calore del mare, riporta il metano allo stato gassoso. In tal modo può essere immesso nella rete di distribuzione.

Questi impianti hanno gli stessi standard delle raffinerie, le misure di sicurezza sono elevate e gli incidenti hanno bassa probabilità di verificarsi.

Il metano non è mantenuto in pressione (quindi non può deflagrare come una bomba), non è tossico se si disperde nell'ambiente, è insolubile in acqua (se ne sotto forma di bolle) e ha una temperatura di accensione di circa 500°C. Per incendiarlo servirebbe una fiamma molto più calda di quella che incendierebbe la benzina o la legna che bruciano già a 200°C.

Nel mondo esistono 49 impianti di rigassificazione: nella sola Asia ve ne sono 32 ma 24 appartengono al Giappone, che ha il maggior numero d'impianti al mondo. L'Europa ne ha 11, il Nord America 4 e il Sud America 2.

La Spagna, con 4 impianti, eccelle in Europa.

Ad Algeciras, l'Edison sta assemblando il primo rigassificatore al mondo in mare aperto, come una piattaforma petrolifera. Quando entrerà in funzione, al largo dell'Italia, potrà ricevere navi metaniere con capacità sino a 152.000 m3. Grande come 4 campi da calcio (180 X 88 metri) potrà ospitare 60 persone 24 ore su 24.

Per la stesura del presente post mi sono avvalso del contributo della rivista Focus, di Panorama e dei siti ENI ed Enel.

Lucvecchiechos5_12

Mag 0630

H2PIA: LA CITTA' A IDROGENO

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 11:27 in Energia


Ci sono realistiche possibilità che un domani (credo poi neanche lontano) possa essere consentito a ciascuno di noi di produrre in proprio l'energia di cui necessita. Magari acquistando il kit apposito alla ferramenta.

In effetti, a ben pensarci, non è poi un'idea improponibile, anzi! La scienza tecnologica negli ultimi 20 anni ha compiuto passi da gigante e la paura di restare senza petrolio, oltre il fondato timore d'inquinare l'atmosfera, arguisce maggiormente l'ingegno.

H2pia Intanto, iniziamo col prendere in considerazione la prima città al mondo interamente sostenibile da un punto di vista energetico. 

Sorgerà in Danimarca, in un luogo tuttora imprecisato, sulla base di un progetto voluto e finanziato da aziende e istituzioni danesi.

Sarà una città in cui gli abitanti produrranno da soli l'energia che consumeranno. E funzionerà grazie ad una combinazione di energia solare, centraline eoliche e di pile combustibili a idrogeno.

La costruzione di H2pia, questo è il nome del progetto, prenderà il via il prossimo anno e si baserà sulla tecnologià già esistente delle celle a combustibile, dispositivi elettrochimici che permettono di ottenere elettricità da idrogeno ed ossigeno senza nessun processo di combustione termica.

H2pia ospiterà un'intera comunità abitata da cittadini che vogliono una società completamente indipendente dal fossile (petrolio, carbone e gas).

Sono previste pertanto abitazioni, uffici, negozi e traffico automobilistico. 

Le infrastrutture saranno concepite e costruite in una nuova formula per permettere alla migliore tradizione architettonica di abbracciare le esigenze che le tecnologie ad idrogeno comportano.

Stralcio dell'articolo da Repubblica.it         "Il centro nevralgico della città è H2PIA Public. Immediatamente fuori dal centro urbano vengono posizionati pannelli solari e turbine a vento che forniscono energia ed idrogeno per la città. L'energia rinnovabile, solare ed eolica, viene distribuita direttamente agli abitanti. Quella in eccesso viene immagazzinata per essere poi trasformata in idrogeno quando sole e vento scarseggiano. Public è proprio il luogo dove avviene questa trasformazione, è lo svincolo per l'acquisto, la produzione e la distribuzione di idrogeno ed energia. Contiene una centrale di riscaldamento combinato e un impianto di produzione elettrica fatto di celle a combustibile. Qui è possibile anche fare il pieno di idrogeno per le automobili che sfruttano l'impianto a fuel cell. Altro luogo importante della città è H2PIA Share dove si trovano negozi, uffici pubblici e aree di ricreazione. Rappresenta il borgo della città, il villaggio commerciale."

Mag 0629

IL VIDEOGAME DELLA DISCORDIA

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 10:54 in Curiosità dal mondo e dal web


Logo_pandemic_181x219 "Nonostante un conflitto non appaia inevitabile, si tratta di uno scenario sufficientemente realistico da pensare che possa accadere". Con questa spiegazione Chris Norris, PR della software house Pandemic, risponde ad alcuni esponenti del governo venezuelano, i quali si sono lamentati del gioco Mercenaries 2: World in Flames, verso il quale intravedono uno "scenario fantapolitico lesivo per l'immagine del paese sudamericano".

L'uscita del gioco è prevista per il 2007 ma la trama è diventata ormai di pubblico dominio.

Si tratta di svolgere operazioni militari in un Venezuela in mano a un dittatore assetato di potere che traffica con le risorse petrolifere del proprio Paese, mettendosi contro gli interessi degli Stati Uniti, che invadono quindi il Paese.

Indignazione del governo sudamericano verso questa forma di strumento di propaganda.

Venezuela_1 "Credo che il governo degli Stati Uniti sappia come allestire una campagna all'insegna del terrore psicologico, così da far accadere in seguito tali eventi" ha dichiarato Ismael Garcia, parlamentare venezuelano, all'Associated Press.

Dal canto suo Greg Richardson, vicepresidente della Pandemic, risponde che la software house non ha legami con il governo statunitense, ma "è una società privata che si occupa unicamente dello sviluppo di intrattenimento interattivo"

Il business dei videogiochi, specie quello di provenienza Microsoft, Nintendo e Sony, è in netta crescita: sia con il software che con l'hardware. Nel 2005 ha avuto un fatturato mondiale di 27 miliardi di euro.

Risultati straordinari ed ottimi vettori divugaltivi di un mercato che interessa 400 milioni di giocatori su console ed è in costante crescita.

Quello che manca, è forse la qualità del fine educativo dei giochi, i quali pongono l'attenzione un po' troppo sul trionfo della violenza. Per fortuna, è un settore del quale s'intravedono ottimi margini di miglioramento!

Mag 0628

RIFLESSIONI DI FINE MAGGIO

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 10:53 in Comunicazioni


Ad essere sinceri, questi primi caldi mi inducono ad allontanarmi un poco da Internet. Il sole, a cui dobbiamo tutto, reca con sè l'energia vitale che ti fa ritrovare l'entusiasmo che necessita.

Ed io ne voglio approfittare, visto che non disto molto dal mare.

Sto quindi profittando del sole romano per ricaricare le pile. Potrò anche concentrarmi meglio sul presente blog e mettere a punto un paio di progetti collegati ad esso. 

Al momento, ho lasciato le redini dell'Echosisteminstitute in mano al  professor Truman, una persona davvero singolare. Lui sa come trattare gli allievi e anche loro si trovano bene con lui.

Inoltre, tra breve ci saranno le vacanze estive e si prevede che in autunno, all'apertura del nuovo anno ci siano delle interessanti novità.

Riflessioni_1 Per quanto mi riguarda, cercherò di rendere questo blog più interessante. Mi piace l'idea di provare a rendere chiari i vari aspetti ambientali, climatici ed energetici che c'interessano.

Debbo però ammettere che le problematiche ambientali non hanno ancora allertato la maggioranza delle persone che spaziano sul web.

Ad esempio, se invece di chiamare il blog il Professor €chos l'avessi chiamato SESSO AMBIENTALE... forse  avrei potuto ottenere molte più visite di quante ne risultano...

"Ma che ci azzecca" il sesso con l'ambiente ?

Quanto sta accadendo nel mondo: terremoti (come l'attuale nell'isola di Giava), uragani, tsunami, scioglimento dei ghiacciai, avanzamento del clima temperato ai poli, riscaldamento dei mari, innalzamento dei livelli delle acque, incendi di foreste, deforestazione, montagne di rifiuti che non sempre trovano destinazione, siccità, malattie polmonari, malaria... pur se sarebbe un azzardo attribuire la colpa al solo Uomo (i terremoti sono eventi naturali sempre esistiti e così anche gli uragani, anche se certamente con meno intensità degli attuali), non è però trascurabile l'apporto ch'egli ha profuso nelle sue attività negli ultimi 2 secoli ma più concretamente negli ultimi 60 anni, le quali, e su questo siamo quasi tutti d'accordo, hanno contribuito a peggiorare (di molto) la vivibilità del pianeta.

Divulgazione_g Probabilmente è per questo che sento l'esigenza di divulgare notizie che inducano a riflettere.

In fondo non mi è difficile: basta che mi metto a pensare a quello che mi sarebbe piaciuto leggere quando ero studente.

Non essendoci Internet, ero costretto ad andare in biblioteca ma non sempre nelle biblioteche trovi quello che ti occorre e non sempre puoi permetterti di spendere soldi per acquistare libri o riviste specializzate che parlino di ambiente, energia, scienze, geografia...

Oggi Internet facilita tutto questo e grandi motori di ricerca come Google, Msn, Yahoo, Altavista, Arianna offrono servizi per chi vuole cercare (e spesso trovare) anche argomenti che pensavi fossero rinchiusi in soffitta.

L'ambiente è uno di questi, le cui basi le avremmo dovute apprendere sin dalle elementari.

Sì, mi piacerebbe rendere comprensibile a tutti certi argomenti!

E' questa la mia sfida con l'Era Internet.
Lucvecchiechos5_11

Mag 0626

L'ABITO ANTIZANZARA

Pubblicato da Luciano Vecchi alle 17:22 in Curiosità dal mondo e dal web


Zanzaratigre_grande_1 Presto, una soluzione innovativa sarà in grado di ridurre significativamente il problema delle punture d'insetti. E' stato denominato l'abito anti zanzara, basterà indossarlo per proteggersi dalle fastidiose punture. 

A quanto pare era stato progettato per le uniformi dei marines affinchè potessero difendersi dal pericolo della malaria e di altre malattie in zone di guerra. Le divise erano pretrattate con la permetrina, che ha un potente effetto irritante sugli insetti ematofagi, alterandone il comportamento durante il processo di ricerca del sito dove pungere. 

Questa innovazione potrebbe risolvere, con gran sollievo di molti, il problema delle malattie veicolate dalle zanzare o dai tafani, i quali pungono per procurarsi il cibo che è rappresentato dal sangue degli animali ma anche degli uomini.

E' un serio problema per la salute pubblica in molti luoghi del mondo, specie nelle zone dove vi è la presenza di acqua, come stagni, paludi e laghetti.

Gli abiti sono insettifughi e c'è già chi pensa, ovviamente, a fornire un'ampia gamma di indumenti sportivi alla permetrina, sostanza che è contenuta nei crisantemi, ha una tossicità molto bassa per i mammiferi e viene usata da decenni in agricoltura come metodo di controllo dei parassiti nelle coltivazioni.

Tuttavia, c'è chi raccomanda prudenza, in quanto non vi sono studi dettagliati sull'uso di abiti impregnati di questa sostanza. C'è anche chi è nettamente contrario, anche se, come in molte altre cose quali medicine, alcolici, pesticidi e via dicendo, basterebbe un po' di buonsenso nell'utilizzarle.

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